Risarcimento alla famiglia per la morte del piccolo Domenico Caliendo morto al Monaldi lo scorso febbraio a seguito di un’operazione di trapianto di cuore non andata a buon fine, si stringono i tempi. Il legale della famiglia dei bambino, Francesco Petruzzi, ad InterNapoli ricorda: «Mi è arrivata una pec dall’Azienda dei Colli con la quale mi comunica che sono terminati i lavori del Cvs (Comitato valutazioni sinistri ndr.) Credo che ad ore, al massimo giorni saremo convocati per l’incontro finale».
Rispetto all’entità di quanto sarà riconosciuta alla famiglia Caliendo, il legale, chiede che «la proposta sia seria per evitare l’ulteriore strazio di un giudizio civile che si affianca a quella penale. Speriamo che l’offerta sia concreta e non ridicola – insiste Petruzzi – che si trovi un punto di incontro congrua e che sia transattiva e che sia conveniente anche per l’azienda anche per fare risparmiare dei costi alla cosa pubblica».
La clausola di riservatezza e la costituzione di parte civile
Patrizia Mercolino, la mamma del piccolo Domenico, dice ancora Petruzzi, ha ribadito di non avere «nulla contro il Monaldi e all’Azienda dei Colli, che sta dimostrando collaborazione ad un eccellente livello. L‘astio ce l’ha contro chi le ha ammazzato il figlio. Sicuramente ci chiederanno una clausola di riservatezza, noi non abbiamo nessun problema a firmarla».
Se sull’aspetto relativo al risarcimento le parti sembrano vicine ad un accordo, diversa è la prospettiva riguardante la costituzione di parte civile, l’avvocato Francesco Petruzzi è perentorio. «Non accetteremo mai la rinuncia a costituirci parte civile nel procedimento penale. Non lasceremo mai la Procura sola. La prima cosa è la giustizia e la condanna dei colpevoli, poi c’è il risarcimento. Se l’Azienda dei Colli vuole costituirsi parte civile al nostro fianco contro i singoli indagati che passeranno a breve a essere imputati, a noi fa piacere. Ma nessuno ci chieda mai di non costituirsi parte civile».


