«Chi è coinvolto nell’incidente di mio fratello Luciano, chiunque abbia visto qualcosa si passi una mano sulla coscienza e si faccia avanti. Vogliamo giustizia e verità».
È l’appello lanciato attraverso InterNapoli da Antonio Vitiello, fratello di Luciano Vitiello, il 53enne morto il 6 luglio scorso all’ospedale Vecchio Pellegrini dove era ricoverato da tempo a causa delle gravi ferite riportate a causa dell’investimento avvenuto il 18 settembre 2025 in via Eduardo De Filippo a Sant’Anastasia.
Pochissime le notizie in possesso della famiglia di Luciano. Attualmente, è emerso soltanto che la vittima era su un monopattino quando una vettura l’ha travolto in pieno per poi proseguire la sua corsa. Chi era alla guida dell’auto, non si è fermato a soccorrerlo. Vitiello fu prima ricoverato in coma all’Ospedale del Mare, poi al Loreto Mare e infine al Vecchio Pellegrini nosocomio dove è deceduto.
Le parole del fratello Antonio
Il 18 settembre 2025, racconta Antonio Vitiello, «abbiamo ricevuto la telefonata di mia cognata, la moglie di Luciano, che ci diceva che Luciano era stato investito aggiungendo come la situazione non fosse facile».
Antonio, più grande di due anni rispetto a Luciano, non riesce a capacitarsi del destino tragico toccato al fratello. «È stato trovato abbandonato in uno stato agonizzante. Le telecamere l’hanno inquadrato soltanto all’ingresso di via De Filippo, alla svolta di via Pomigliano. In via informale, un uomo ha detto di aver visto un incidente. Sappiamo soltanto che qualcuno ha investito Luciano con un’automobile e poi è scappato. Luciano era in monopattino. C’è stata una telefonata al 118 da parte di una persona per soccorrere Luciano, poi nulla più».
Le indagini e l’appello
Ad indagare è la Procura di Nola a cui si aggiunge un investigatore privato scelto dalla famiglia Vitiello. «Siamo fermi a 10 mesi rispetto all’accaduto – prosegue Antonio Vitiello – Forse c’è stata tanta omertà. Mi aspetto che qualcuno si faccia avanti, lo spero per fare giustizia per Luciano. Dal punto di vista istituzionale non c’è stato nessuno nessuno, abbiamo avuto soltanto la nostra famiglia e il nostro legale. Ci aspettavamo vicinanza e per noi le indagini non sono state fatte al meglio. Chiediamo a chiunque possa di darci un indizio, una informazione. In quella strada passano tante auto, c’è un’area industriale nuovo e collega altre arterie: non è una isolata. I dipendenti del Caseificio (quello nelle vicinanze del luogo dell’incidente ndr.) hanno sentito un urto spaventoso».
La pagina social
Per facilitare il reperimento delle notizie è attiva su Instagram la pagina “Giustizia per Luciano Vitiello”. Il messaggio è chiaro: “Per non dimenticare Luciano. Cerchiamo giustizia su quanto accaduto il 18 settembre 2025. La verità non può rimanere in silenzio”.
«Perdere un fratello, perdere un figlio, un marito, un padre in giovane età è tragica. Chi sa qualcosa si passi una mano sulla coscienza. Luciano manca dappertutto. Luciano era appassionato di motori, si occupava di pubblicità e non aveva nessuno che gli volesse male. Cerchiamo verità e giustizia» conclude Antonio Vitiello nella speranza che il muro di gomma e del silenzio cada.

