Natale e Capodanno super blindati: “25, 26 dicembre e il 1° gennaio divieto di uscire dal Comune”

Natele e Capodanno super blindati:
Natele e Capodanno super blindati: "25, 26 dicembre e il 1° gennaio divieto di uscire dal Comune"

La linea del governo è improntata sul rigore per ridurre i contatti e scongiurare nuove pesanti chiusure tra gennaio e febbraio. Il ministro Speranza ha anticipato alcune norme che saranno inserite nel nuovo Dpcm su cui è al lavoro il governo, illustrando in Senato le strategie da adottare nelle prossime settimane per contenere i contagi. Capitolo spostamenti: ci sarà il divieto di uscire dal proprio comune nei giorni di festa, a Natale, Santo Stefano e Capodanno. Lo stop, secondo quanto anticipato da Speranza, potrebbe valere nei giorni del 25 e 26 dicembre e del primo gennaio. Dal 21 dicembre invece gli spostamenti tra regioni gialle saranno consentiti solo per far ritorno al proprio luogo di residenza.

A Natale, Santo Stefano e Capodanno vietati gli spostamenti tra comuni

Queste le parole di Speranza oggi in Senato: “Per affrontare adeguatamente le feste di Natale e Capodanno le limitazioni previste dovranno essere rafforzate.  È necessario limitare il più possibile i contatti tra le persone: durante le feste vanno disincentivati gli spostamenti internazionali e limitati quelli tra le regioni. Nei giorni di festa, il 25, 26 dicembre e il 1° gennaio, vanno limitati anche gli spostamenti tra i comuni. Vanno abbassati i rischi del contagio. Se non vogliamo vanificare i sacrifici, servono queste misure”.

Il governo ha definito l’ossatura di massima del provvedimento, in vista dell’informativa del ministro Roberto Speranza alle Camere e di un nuovo confronto con le Regioni.

Lo stop agli spostamenti tra Comuni potrebbe valere nei giorni del 25 e 26 dicembre e del primo gennaio. Dal 21 dicembre, inoltre, gli spostamenti tra Regioni gialle potrebbero essere consentiti solo per far ritorno al proprio luogo di residenza, con una previsione che dovrebbe essere estesa ai luoghi di domicilio. Non dovrebbero essere modificati, a quanto si apprende, i criteri che, fin dal primo Dpcm, definiscono le eccezioni: ci si può muovere per “comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute”. Stop sempre dal 21 dicembre, invece, agli spostamenti tra le Regioni per raggiungere le seconde case e crociere ferme nel periodo natalizio.

Le misure, aveva spiegato Conte ai capigruppo nel pomeriggio di ieri, serviranno a disegnare una “zona gialla rafforzata” che servirà per evitare di “andare a sbattere” contro una terza ondata. Il presupposto di partenza è il probabile passaggio in zona gialla di tutte (o quasi) le Regioni nelle prossime settimane, con possibile discesa sotto 1 dell’indice RT di trasmissione del virus.

Resterebbe dunque confermato il coprifuoco alle 22, anche nel periodo natalizio. Il nuovo Dpcm, che sarà in vigore dal 4 dicembre, dovrebbe anche confermare – come annunciato – l’apertura dei negozi fino alle 21, per provare a limitare gli assembramenti. Nella zona gialla i ristoranti dovrebbero restare sempre aperti a pranzo, anche a Natale, Santo Stefano e Capodanno, mentre dovrebbero restare in vigore le limitazioni legate al distanziamento e ai posti ai tavoli. Per le abitazioni private, invece, dovrebbero essere dettate solo raccomandazioni. Se sembra confermata la chiusura degli impianti sciistici, si discute invece sull’apertura degli alberghi nelle aree sciistiche, con la difficoltà a distinguere quelli che devono restare chiusi da quelli “a valle” che potrebbero in teoria essere aperti: il criterio potrebbe essere permettere l’apertura, se resterà un blocco rigido degli spostamenti tra le Regioni.​

A Capodanno, per evitare veglioni, anche i ristoranti degli alberghi potrebbero dover chiudere alle 18: per i clienti solo servizio in camera. E’ l’ipotesi che emerge dal vertice di governo di questa notte. La discussione è andata a lungo avanti tra i ministri sull’ipotesi di chiudere gli alberghi vicino le piste da sci: la scelta dovrebbe propendere per l’apertura ma una decisione finale non sarebbe ancora stata presa.