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Secondigliano. L’omaggio di carabinieri e finanza a Pasquale Apicella, l’agente ucciso a Napoli

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Sono le 13,51 quando le sirene iniziano a suonare davanti al commissariato di Secondigliano per l’omaggio a Pasquale Apicella, l’agente scelto morto tragicamente nella notte tra sabato e domenica travolto da un’auto condotta da rapinatori. I lampeggianti accesi per ricordare ‘Lino’ come tutti amavano chiamarlo. Davanti al commissariato ci sono tutti i suoi colleghi e il dirigente Giovanni De Stefano salutato da carabinieri e guardia di finanza intervenuti per ricordare un altro servitore dello Stato morto in servizio. In circostanze tragiche. Sei le pattuglie di polizia, carabinieri e finanzieri parcheggiate davanti al commissariato per l’omaggio al ‘fratello di giubba’. Dopo il saluto l’immagine più commovente, quella di un’anziana accompagnata da una donna che porge un mazzo di fiore all’ingresso del commissariato e che in lacrime ringrazia i colleghi di Lino:«Grazie per tutto quello che fate per noi ogni giorno».

Il tragico incidente è avvenuto dopo un folle inseguimento iniziato quando i malviventi (di etnia rom e provenienti dal campo rom di Giugliano) hanno tentato di mettere a segno un colpo in via Abate Minichini cercando di forzare il bancomat della banca Credit Agricole. Quando è scattato l’allarme si sono dati alla fuga in tre mentre un quarto, lasciato a piedi dai suoi complici, è stato subito catturato. L’Audi A4 su cui viaggiavano ha così imboccato contromano Calata Capodichino. La “Secondigliano 11”, guidata da Apicella (in compagnia del suo collega l’assistente capo Salvatore Colucci rimasto ferito) era in strada per cercare di bloccare la banda ma, l’uomo alla guida, a folle velocità e a fari spenti travolge sia Apicella che Colucci. Un impatto terribile tanto da far sbalzare fuori dal vano il motore dell’auto rubata. Per Apicella purtroppo non c’è nulla da fare mentre il suo collega è stato portato in ospedale.

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Pasquale Apicella lascia una moglie e due figli piccolissimi (aveva avuto una bambina da qualche mese). Era originario del rione Gescal di Miano ed era in polizia dal 2014. Era da poco in servizio al commissariato di Secondigliano dopo essere stato a Milano e al commissariato di Scampia. Grande appassionato di tatuaggi era conosciuto da tutti come ‘Lino’. Un ragazzo perbene. Uno di noi.

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