Da sinistra Mariano Riccio e Mirko Romano

Colpo di scena in secondo grado nel processo che vede imputato Mariano Riccio, ex reggente degli Scissionisti, come mandante della morte di Mirko Romano. Il giovane ras, che ha ispirato il personaggio di Valerio ‘o vucabulà nella celebre serie tv Gomorra, fu ucciso il 2 dicembre 2012. Era in compagnia di quelli che credeva essere i suoi amici che gli spararono a tradimento. Tentò di scappare ma fu freddato sulla rampa dell’asse mediano in direzione di Melito. La Corte d’Assise d’Appello di Napoli (III sezione), accogliendo le argomentazioni del legale di Riccio, l’esperto avvocato Domenico Dello Iacono, ha concesso le attenuanti generiche equivalenti alle aggravanti contestate e ha condannato Riccio a vent’anni di reclusione. In primo grado il genero del boss Cesare Pagano aveva invece rimediato l’ergastolo. Carcere a vita dunque cancellato dalla sentenza di secondo grado.

Mirko Romano ucciso perchè per Riccio era diventato una minaccia

Romano all’interno del clan era conosciuto con l’appellativo di ‘l’italiano’ perché usava esprimersi sempre in lingua, mai in dialetto ed in modo corretto, circostanza che lo distingueva dagli altri affiliati, caratteristiche che, unitamente alla calma glaciale, alla compostezza ed all’assenza di tracotanza verso i più giovani affiliati ne facevano un personaggio dalla storia singolare. Il suo carisma crescente ben presto lo mise nel mirino di Riccio che temeva di essere soppiantato; secondo Riccio inoltre, in caso di arresto, Romano avrebbe potuto pentirsi. E così Riccio, insieme a Carmine Cerrato, decretavano la morte di Romano, delitto poi eseguito da Francesco Paolo Russo.

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