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domenica, Aprile 6, 2025
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Omicidio Emanuele Tufano, domani l’incarico per l’autopsia. Per i due minori indagati è stata legittima difesa

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Si terrà domani mattina l’appuntamento per conferire l’incarico per svolgere l’autopsia sul corpo di Emanuele Tufano, il 15enne ucciso la settimana scorsa in un conflitto a fuoco tra due bande di ragazzini. Dopo l’esame autoptico si potrà procedere ai funerali del giovane. L’avviso di accertamento è stato inviato anche ai legali dei due giovani indagati di 17 e 15 anni, gli avvocati Mauro Zollo ed Immacolata Spina. «Erano almeno otto scooter ognuno dei quali aveva due persone. Ci hanno visto e hanno cominciato a sparare, hanno fatto fuoco contro di noi, al punto tale che siamo stati costretti ad abbandonare gli scooter a terra e a nasconderci dietro un’auto. Uno dei miei amici non sapevo che fosse armato, si è appostato dietro un’auto e ha iniziato a sparare».

E’ questo uno dei passaggi più drammatici del racconto di uno dei due minori interrogati nei giorni scorsi dagli uomini della sezione Omicidi della squadra mobile (guidata da Giovanni Leuci, vice questore Luigi Vissicchio). Si tratta del 17enne A.P. che, difeso dal penalista Mauro Zollo, ha fornito la propria versione dei fatti. L’altro, F.A., è difeso invece da Immacolata Spina. I due ragazzini (indagati a piede libero per porto abusivo di armi) farebbero parte della paranza di piazza Mercato quella che, tre notti fa, avrebbe ‘affrontato’ il gruppo della Sanità gruppo poi dileguatosi non appena sono iniziati a partire i primi colpi.

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In quell’inferno di piombo è morto Emanuele Tufano, solo 15 anni, colpito mortalmente da un solo colpo alla schiena. E’ questo uno degli altri passaggi drammatici dell’interrogatorio dei due ragazzi, sì perchè pare che una volta caduto in terra Emanuele sia stato lasciato solo mentre tutti gli altri fuggivano. Nessuno lo avrebbe soccorso. Se questo racconto fosse vero ciò significa che di quel gruppone nessuno si è fermato per vedere cosa fosse successo ai loro amici.

I due minori del Mercato hanno spiegato agli inquirenti che a sparare per primi sono stati quelli della Sanità, dichiarazioni che attendono i riscontri definitivi delle forze dell’ordine ma che aprono ad un’altra inquietante ipotesi e cioè che il gruppo della Sanità volesse tendere una trappola ai secondi non attendendosi la risposta armata. Un’ipotesi al momento che gli investigatori non escludono del tutto.

Quel che è certo è che un solo colpo ha ferito mortalmente alla schiena Emanuele Tufano, un altro ha centrato a un braccio in maniera non grave il 17enne M.V. mentre cadendo nella fuga N.G, 14enne, si sarebbe procurato le escoriazioni alla fronte e alle braccia. Nessuno era armato a quanto appare dalla ricostruzione della dinamica dell’evento. Gli investigatori hanno finora interrogato molte persone e stanno cercando di identificare tutti i partecipanti allo scontro. Per questo stanno visionando le immagini delle telecamere di tutta l’area compresa tra il quartiere Mercato e il Rione Sanità.

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