HomeCronacaPerse la bambina durante il parto all'Annunziata, dopo 18 anni Maria non...

Perse la bambina durante il parto all’Annunziata, dopo 18 anni Maria non si arrende: “Voglio sapere la verità”

PUBBLICITÀ

Diciotto anni di un dolore incommensurabile, con cui convive con dignità. Diciotto anni nei quali una bambina, che mai si è affacciata al mondo, continua ad accompagnarla come se fosse con lei in ogni istante. Diciotto anni durante i quali ha chiesto e ancora chiede verità sul motivo per cui il parto sia andato irrimediabilmente storto perdendo un pezzo del suo cuore.

Maria De Luca, oggi 40 anni, nel novembre 2008 era ricoverata all’ospedale Annunziata di Napoli per mettere al mondo la sua secondogenita. All’epoca, è già mamma di un bambino di 5 anni. Dopo alcuni controlli e un successivo ricovero nella struttura ospedaliera di Forcella Maria, stando a quanto denuncia, viene rassicurata che nonostante alcune complicanze la bambina sta bene. Invece Roberta, così l’ha ribattezzata Maria, viene fatta nascere già morta con un taglio cesareo. Da allora, De Luca come tutta la sua famiglia vuole sapere la verità.

PUBBLICITÀ

Il racconto a InterNapoli

«Vorrei rappresentare la voce di tutti quelli che hanno avuto una storia come la mia. La bimba doveva nascere»  afferma Maria che poi rievoca quei tragici giorni quando aveva soltanto 22 anni. «Il 2 novembre del 2008 mi recai a Villa Betania per un controllo, a seguito del quale mi fu consigliato dal mio ginecologo di andare all’ospedale Annunziata».

Una volta arrivato nell’ospedale napoletano, prosegue nel racconto De Luca, dopo altri controlli «decidemmo per un ricovero. L’ultimo tracciato delle 9 del mattino dimostrarono che il battito di mia figlia ancora c’era. Alle 10, però, ebbi un’emorragia e dopo un’ora e mezza circa il tracciato attestò che il battito di mia figlia non c’era più. Mi venne fatto un taglio cesareo, per fare nascere una bambina già morta. Da lì – afferma mamma Maria – è cominciato il calvario. I medici mi dicevano che dovevo stare tranquilla e io mi sono affidata a loro. Mi hanno detto di aver fatto il possibile ma io non ci ho creduto e da 18 anni sono a chiedere giustizia e accertare la responsabilità sui motivi per i quali Roberta non è accanto a me fisicamente, anche se la sento vicino ogni giorno».

La richiesta di verità

Maria è composta nel suo dramma, anche se riaprire la ferita a distanza di tanto tempo fa male come il primo giorno. «C’è stata superficialità per me. Io voglio la verità: mia figlia si poteva salvare? Bastava un taglio cesareo già dal primo allarme, perché aspettare? Le risposte avute non mi hanno soddisfatto».

Per svelare completamente quanto successo, però, occorre «che i medici  si facciano avanti chiedendo scusa. Se qualcuno ha sbagliato come io sostengo, si prenda le  proprie responsabilità. Vorrei fidarmi della sanità campana ma oggi sono prevenuta – confessa Maria –  Mi succede anche quando i miei figli o io abbiamo semplicemente la febbre. Quando ero incinta del secondo e terzo figlio ho avuto un’ansia perenne per i 9 mesi della gestazione».

La parola all’avvocato

Dal punto di vista giudiziario, sul piano civile lo scorso marzo una sentenza al Tribunale di Napoli è risultata sfavorevole a Maria che però non si arrende e ha già inoltrato ricorso in Appello tramite il suo legale, l’avvocato Giuseppe Montanile. «L’obiettivo è vincere la causa in sede di Appello chiedendo la riforma totale di una sentenza in sede civile che pur rispettando non condividiamo» conferma l’avvocato. La Corte d’Appello Ottava Sezione – aggiunge –  mi auguro che possa disporre una nuova consulenza tecnica e che i consulenti rispondano completamente non nascondendo nulla».

La richiesta all’Asl Napoli 1 Centro e i dubbi

L’avvocato Montanile auspica di avere «una interlocuzione con l’Asl Napoli 1 Centro che al momento non ci sembra di avere e che vengano ascoltati i testimoni  La bambina – ricorda il legale –  muore dopo 16-17 ore di ricovero all’ospedale dell’Annunziata. In questo lasso di tempo si possono fare 8-10 tagli cesarei. Gli allarmi sono stati sottovalutati. C’è stato troppo attendismo che, secondo noi, ha portato al decesso della piccola Roberta».

Dopo la morte di Roberta

A seguito della morte di Roberta, sottolinea ancora l’avvocato, non si sono attivati nemmeno attivati «per fare un esame autoptico e trovare la causa spostando l’attenzione soltanto nell’ultima  ora e mezza del ricovero ma la mamma era stata ricoverata alle 19 del 1 novembre 2008. Il medico di turno riceve la gestante, che chiede assistenza e produce un certificato medico della Villa Betania che già da quattro ore prima alle 15 una sofferenza fetale, una aritmia cardiaca fetale. Il dottore avrebbe dovuto fare un monitoraggio e la mettono lì sino alle 21,40 e fanno un tracciato. C’erano i presupposti per fare subito un taglio cesareo. La gravidanza era di 41 settimane, se fossero intervenuti la bambina poteva essere salvata». 

Per l’avvocato c’è stata «una condotta negligente. Ho dubbi sull’esame istologico, fatto in ritardo, che ha detto che questa lesione improvvisa non avrebbe comunque dato la possibilità di salvare la vita della bambina. I consulenti tecnici dicono questo. A nostro avviso non hanno ascoltato le sensazioni della mamma e il cuore della bambina». 

Maria continua a combattere

Maria ha un motivo ben preciso per cui ha accettato di parlare a InterNapoli della vicenda, a distanza di 18 anni dai fatti. «Lo faccio per i miei tre figli. C’è sempre una possibilità di sorridere, nonostante tutto, ed è questo che voglio trasmettere a loro. Con gli anni ho imparato ad avere la forza. Io voglio ottenere giustizia». 

PUBBLICITÀ
Antonio Sabbatino
Antonio Sabbatinohttp://InterNapoli.it
Iscritto all'Albo dei pubblicisti dall'ottobre 2012, ho sviluppato nel corso degli anni diverse competenze frutto dell’esperienza sul campo in ambito politico, sociale, della cronaca, sia bianca che nera. Sono stato conduttore radiofonico di programmi musicali presso Radioattiva, radio web napoletana e redattore e collaboratore di diverse testate online. Attualmente sono inviato per InterNapoli.it che rappresenta una delle realtà più dinamiche del panorama giornalistico napoletano, campano, la neonata testata Tell che approfondisce i grandi temi politico-sociali a più livelli e Comunicare il Sociale rivista specializzata di Terzo Settore. Vincitore di diversi premi giornalistici locali e nazionali, sono mosso sempre dalla curiosità: il vero sale di questo mestiere.
PUBBLICITÀ