Ombrelloni, sedie e tavolini per assicurarsi il “posto” sulla spiaggia libera. È quanto hanno scoperto gli uomini della Capitaneria di porto a Torre del Greco, nell’ambito dell’operazione “Mare e laghi sicuri 2026”.
Scacco ai “furbetti” in spiaggia a Torre del Greco, ombrelloni segnaposto con sedie e tavolini
L’intervento, condotto con il supporto della polizia municipale, è scattato in seguito a diverse segnalazioni giunte da turisti e bagnanti, che lamentavano l’occupazione indebita di ampi tratti di arenile mediante il posizionamento di attrezzature per il mare lasciate incustodite per interi giorni.
Nel corso dell’operazione, effettuata nella zona denominata “Laghetto” del litorale di Torre del Greco, sono stati rimossi e sottoposti a sequestro circa quaranta tra ombrelloni, sedie da spiaggia e altro materiale, restituendo alla fruizione pubblica gli spazi occupati abusivamente.
“La pratica di occupare la spiaggia – si legge in una nota diffusa dalla Guardia Costiera – è una violazione del regolamento per la gestione del demanio marittimo, che vieta espressamente di lasciare, nelle aree di spiaggia libera, dopo il tramonto, ombrelloni, sedie a sdraio, tende o qualsiasi altra attrezzatura balneare”.
Cosa si rischia
Chi lascia l’ombrellone o altre attrezzature sulla spiaggia libera per “tenersi il posto” rischia innanzitutto la rimozione forzata del materiale da parte della Polizia locale, della Guardia Costiera o degli operatori comunali, con l’attrezzatura che finisce spesso in un deposito comunale da cui può essere recuperata solo successivamente. A questo si aggiunge una sanzione amministrativa, il cui importo però non è uguale ovunque: dipende dall’ordinanza balneare in vigore in quel Comune o in quella Regione, e può variare sensibilmente da poche decine di euro fino a cifre più consistenti nei casi più seri.
Nelle situazioni di occupazione particolarmente estesa o prolungata nel tempo, infine, si può configurare anche il reato di occupazione abusiva di demanio marittimo previsto dall’art. 1161 del Codice della navigazione, punito con l’arresto fino a sei mesi o con un’ammenda. Prima di partire per il mare, quindi, vale sempre la pena controllare i regolamenti specifici della località scelta, perché ciò che è tollerato su una spiaggia può essere severamente sanzionato su quella accanto.

