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martedì, Gennaio 25, 2022
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Riciclava il denaro del clan a Montecarlo, arrestato nell’albergo di lusso


Gli agenti della Digos della Questura di Sassari hanno arrestato Francesco Grassia, 73enne casertano, colpito da un mandato di rintraccio spiccato dal Principato di Monaco per riciclaggio con una pena da scontare di tre anni, per la precisione «spendita di denaro proveniente da reati connessi alla criminalità organizzata».

Gli uomini della Digos, coordinati dalla dirigente Cristina Rapetti, stavano monitorando le presenze dei turisti nell’Isola di La Maddalena per garantire la sicurezza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in questi giorni in vacanza all’Ammiragliato. Nel corso della notte del 13 agosto è arrivato l’alert sulla positività di Grassia alla banca dati delle forze di polizia, quindi gli agenti hanno iniziato a monitorarlo in attesa della conferma del mandato da parte dell’Interpol. Una volta avuta la certezza, la Rapetti ha organizzato il blitz.

L’uomo stava trascorrendo le vacanze in un hotel a 4 stelle insieme alla compagna 53enne. Con la collaborazione del personale dell’hotel i poliziotti, armi in pugno, hanno fatto irruzione nella stanza del ricercato e lo hanno arrestato. L’uomo non era armato e aveva con se 9mila euro in contanti. I poliziotti del Commissariato di Porto Cervo lo hanno quindi trasferito nel carcere di Nuchis, a Tempio Pausania. Ora la Corte d’appello di Sassari dovrà convalidare l’arresto.

Grassia ha a suo carico numerosi precedenti per reati camorristici: accusato di essere membro del clan dei Zagaria, ha finito di scontare la sua pena nel 2010 con accuse di associazione di stampo camorristico, tentato omicidio volontario, riciclaggio, estorsione, possesso illegale di armi. Nel 2016 la Dia di Napoli ha emesso a suo carico il provvedimento di sequestro di beni per 11 milioni di euro.

Nel corso dell’operazione per garantire la sicurezza al presidente della Repubblica la Digos di Sassari, che è stabile sull’Isola, ha rintracciato numerosi soggetti stranieri colpiti da provvedimenti dei loro Stati. In particolare alcuni francesi ai quali era vietato lasciare il loro territorio nazionale. Sono stati tutti invitati a lasciare l’Italia e sono stati segnalati alle relative autorità nazionali.

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