La bozza della Legge di Bilancio 2026, attualmente in fase di approvazione parlamentare, conferma una delle misure più attese: la Rottamazione quinquies, la nuova definizione agevolata delle cartelle esattoriali. Dal gennaio 2026 i contribuenti potranno presentare domanda per aderire alla sanatoria, che consente di regolarizzare i debiti fiscali e contributivi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. Vediamo come funziona e quali sono le scadenze da segnare in agenda.
Rottamazione quinquies e servizi di digital trust: una procedura sempre più digitale
La Rottamazione quinquies si inserisce in un contesto in cui l’interazione tra contribuenti, professionisti e Agenzia delle Entrate-Riscossione è ormai quasi interamente digitale. L’adesione alla nuova definizione agevolata, infatti, avverrà tramite i canali telematici dell’Agente della riscossione, con accesso tramite SPID, CIE o CNS e gestione online delle comunicazioni, delle rateizzazioni e della documentazione necessaria. In questo scenario, i servizi di digital trust assumono un ruolo chiave. Come precisato da Tinexta Infocert, una delle principali Certification Authority europee, fondamentale sarà anche l’utilizzo della firma digitale, che consentirà di sottoscrivere la documentazione in maniera rapida, sicura e con pieno valore legale, eliminando la necessità di recarsi fisicamente presso gli sportelli.
Adesioni da gennaio 2026: calendario e primi passaggi operativi
Secondo le ricostruzioni basate sul testo della manovra e sulle prime analisi operative, le domande di adesione alla Rottamazione quinquies potranno essere presentate in una finestra che, nelle ipotesi più accreditate, si aprirebbe intorno al 21 gennaio 2026 e si chiuderebbe il 30 aprile 2026. Entro il 30 giugno 2026 l’Agenzia delle Entrate-Riscossione dovrebbe inviare ai contribuenti la “comunicazione delle somme dovute”, con l’indicazione dell’importo complessivo, del numero di rate richiesto e del relativo piano di pagamento. La prima rata o l’unica soluzione andrebbe corrisposta entro il 31 luglio 2026, con la possibilità di proseguire poi, in caso di dilazione, fino a un massimo di 54 rate bimestrali, soggette a interessi dal 1° agosto 2026.
Il perimetro dei debiti interessati resta incentrato sulle cartelle derivanti da omessi versamenti su imposte dichiarate o da controlli automatizzati e formali (avvisi bonari), con esclusione degli accertamenti sostanziali, salvo eventuali correttivi in corso di discussione in Parlamento. Per i contribuenti decaduti dalle precedenti rottamazioni, in particolare dalla rottamazione quater, è prevista una nuova possibilità di rientro, mentre chi risulta in regola con i pagamenti della quater potrebbe rimanere escluso dalla quinquies secondo l’impostazione attualmente prevalente.
Una nuova opportunità per regolarizzare le posizioni aperte con il Fisco: la bozza della Legge di Bilancio introduce la quinta edizione della definizione agevolata, con procedure digitali e scadenze già fissate.
Un’opportunità fiscale dentro un ecosistema di servizi digitali
La Rottamazione quinquies non rappresenta solo un intervento fiscale, ma anche un passaggio ulteriore verso un rapporto Fisco-contribuente interamente digitale. Domande, verifiche delle proprie posizioni, ricezione delle comunicazioni e gestione dei pagamenti avvengono sempre più tramite portali online, PEC e sistemi di firma elettronica avanzata, in un quadro che richiede infrastrutture affidabili e conformi alle regole europee sul digital trust.
Per imprese, professionisti e studi che assistono i contribuenti nella valutazione della convenienza della Rottamazione quinquies, la combinazione di strumenti fiscali e soluzioni digitali certificate diventa un fattore competitivo: riduce il rischio di errori formali, accelera la predisposizione delle pratiche e garantisce che l’intero processo – dall’analisi del debito alla sottoscrizione delle istanze – sia tracciato, sicuro e legalmente opponibile.

