Con la firma dell’ordinanza da parte del presidente Solinas, la Sardegna è la prima zona bianca d’Italia. Nel resto del Paese, come sottolinea il presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini, il marzo di prospetta difficile: contagi in rialzo, scuole chiuse fin dalle elementari anche in zona arancione.

Cosa si può fare in Sardegna zona bianca

Ristoranti aperti fino alle 23, bar e pub fino alle 21 e coprifuoco che slitta dalle 22 alle 23.30 fino alle 5 del mattino. Sono le misure principali in vigore da oggi fino al 15 marzo in Sardegna (escluse le zone interdette con ordinanze dei sindaci), prima Regione d’Italia passata in zona bianca, e previste nell’ordinanza adottata in tarda serata dal governatore Christian Solinas. Nessuna limitazione, dunque, del coprifuoco al solo stazionamento presso piazze, lungomare e belvedere come annunciato poche ore fa dallo stesso presidente della Regione, ma solo un’ora e mezzo di libera circolazione in più.

Le novità

Prima regione al nastro della ripartenza con la zona bianca, con cautela e graduali riaperture, la Sardegna da oggi, sorretta dal suo Rt basso da ormai tre settimane, guadagna la ‘zona bianca’, ad eccezione di tre Comuni del sassarese da alcuni giorni in zona rossa. Sono 12mila i locali chiusi o soggetti alle restrizioni – tra questi 800 agriturismo – che torneranno quasi alla normalità. Anche le persone, sempre con mascherine e distanziamento, potranno spostarsi liberamente con il solo divieto di stazionare nei punti ‘caldi’. Ritorno in classe per tutti i 207.268 alunni dell’isola che dicono ‘ciaone’ alla Dad. Quasi a portata di mano il traguardo di una Pasqua – il cinque aprile – di resurrezione economica e sociale. Forte del risultato, il governatore Cristian Solinas vuole chiedere al premier Mario Draghi una corsia veloce per vaccinare tutti i sardi entro 45 giorni e consolidare l’isola nel percorso Covid-free.

Da oggi, dunque, in Sardegna zona bianca si potrà circolare ovunque e senza limiti di orario, il coprifuoco rimarrà limitato a piazze, belvedere e lungomare dove si potrà solo transitare senza soste. Centri commerciali aperti anche nel fine settimana. Queste le principali maglie allentate dall’ordinanza del governatore Solinas che sdogana anche la cena fuori casa. Non più solo asporto, delivery e take away: ristoranti aperti fino alle 23, si torna al servizio al tavolo e alla convivialità. Rinascono anche i bar aperti fino alle 21: basta con l’ aperitivo anticipato all’ora del the. Ma non è un “liberi tutti”, avverte il governatore memore del “prezzo pesantissimo, pagato l’estate scorsa” quando “ci è stato riportato il virus sull’isola. Ecco perchè il vero tema adesso saranno i controlli da un lato e il senso civico delle persone dall’altro”.

Check e prevenzione per restare ‘bianchi’.

A breve sarà emanata una ordinanza specifica, spiega Solinas. “Previsto l’impiego di personale regionale per effettuare test antigenici o tamponi alle persone in arrivo nei prossimi giorni sia nei porti che in aeroporti”. “Le persone e i turisti sono i benvenuti, – dice il governatore. Chiediamo solo nel loro interesse di arrivare con un test già eseguito o qualora non lo avessero, di dedicarci qualche minuto all’arrivo per eseguirlo”. “Se nel corso della prima settimana di allentamento vedremo indicatori con segno positivo procederemo con la riapertura di palestre, piscine e scuole di danza. Fino al ritorno alla tanto agognata nuova normalità”, promette Solinas. La zona bianca, ha ricordato, “è un grande risultato raggiunto grazie al sacrificio di tutti i sardi, del personale sanitario impegnato in questa battaglia contro il virus, e a maggior ragione dobbiamo sentire la responsabilità di mantenere questo risultato”. Pertanto, “non dobbiamo abbassare la guardia”, conclude il governatore della Sardegna.

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