Dopo anni di detenzione nel regime carcerario duro del 41-bis, destinato ai criminali più pericolosi, Giuseppe Dell’Aquila – noto come “Peppe ’o ciuccio” – ha finito di scontare la pena e lasciato il carcere. La scarcerazione è arrivata tra polemiche e reazioni di comunità: il boss è stato infatti sottoposto alla misura alternativa casa-lavoro. A Giugliano alcuni lo hanno celebrato con fuochi d’artificio.
La cattura e i processi: la lunga storia del latitante
Dell’Aquila entra nella storia della criminalità organizzata campana come uno dei membri di spicco della cosca legata ai clan Mallardo e Contini e tra i fondatori dell’“Alleanza di Secondigliano”, il cartello camorristico che ha dominato gli affari illeciti a Napoli e provincia dagli anni ’80 in poi.
Ricercato dalle forze dell’ordine fin dal 2002, il boss è stato inserito tra i 30 latitanti più pericolosi d’Italia, riuscendo per anni a sfuggire alla cattura nonostante i ripetuti tentativi delle forze dell’ordine. Nel maggio del 2011 era stato arrestato in una villetta bunker a Varcaturo, nel territorio di Giugliano, dopo quasi un decennio di latitanza.
Successivamente è stato coinvolto anche in grandi processi, tra cui quello legato all’inchiesta “Arcobaleno”, che ha portato alla condanna sua e dei fratelli per associazione mafiosa e riciclaggio, con 21 anni di reclusione per lui in primo grado del procedimento.
41-bis e fine pena
Una volta assicurato alla giustizia, Dell’Aquila era stato sottoposto al carcere duro 41-bis, misura che in Italia viene applicata per isolare criminali di alto profilo e impedire loro di gestire attività illecite dall’interno del carcere. Per anni ha scontato la pena in istituti di massima sicurezza. Negli ultimi mesi, a conclusione della sua detenzione, i giudici hanno disposto per lui una misura alternativa: casa-lavoro. Qui, secondo fonti giudiziarie, dovrà svolgere attività lavorativa obbligatoria e sottostare a rigidi controlli con l’obbligo di rispetto delle regole, come previsto dalla normativa sulle misure alternative alla detenzione.
La reazione in città: gioia e critiche
La notizia della scarcerazione ha diviso l’opinione pubblica nel territorio giuglianese. Alcuni residenti hanno accolto il ritorno di Dell’Aquila festeggiando con fuochi d’artificio, gesto che ha suscitato sconcerto tra coloro che vedono in tali manifestazioni un segnale inaccettabile di celebrazione di figure criminali. Dall’altra parte, gli avvocati difensori sottolineano che si tratta di un provvedimento legale, frutto dell’espiazione completa della pena, e che le misure di controllo saranno rigorosamente applicate per evitare possibili ripercussioni sul territorio.


