8.7 C
Napoli
lunedì, Dicembre 6, 2021
- Pubblicità -

Dalla Scissione decisa a Mergellina alla cattura a Giugliano, il profilo del ras Lazzaro


Sono stati i collaboratori di giustizia Genny Carra e Raffaele Dello Iacolo i grandi accusatori del ‘sistema criminale’ dei Puccinelli-Petrone. Grazie ai loro racconti è stata ricostruita tutta la storia recente del clan e anche il momento della ‘scissione’ operata dai ribelli cui faceva parte anche Salvatore Lazzaro, arrestato ieri a Giugliano insieme alla moglie (leggi qui l’articolo). Il quadro emerso dalle indagini ha evidenziato la coesistenza non armata sul territorio del Rione Traiano di due clan, che si spartiscono i proventi delle fiorenti piazze di spaccio di sostanze stupefacenti ivi esistenti: i Puccinelli nella parte alta e i Cutolo (ex clan di Carra) nella ’44’.

Le dichiarazioni di Genny Carra

Carra, ex colonnello dei Cutolo, ha lungamente parlato dei rapporti del suo ex gruppo con i Puccinelli-Petrone:«Con il clan Puccinelli siamo alleati. Ogni tanto ci sono piccoli contrasti. Adr. E’ vero per conte mi chiede che il clan Cutolo controlla la parte bassa del Rione Traiano mentre il clan Puccinelli la parte alta. In particolare per la gestione della droga. Preciso che il clan Cutolo controlla però interamente la Loggetta. Anzi quando sono stati arrestati i titolari delle piazze di spaccio nella ordinanza che ha riguardato il clan Puccinelli, in realtà quelle piazze erano quasi tutte nostre. Con i Puccinelli facevamo riunioni una due volte alla settimana. In realtà mi sono reso conto che a comandare il clan Puccinelli è Salvatore Petrone detto o’ nano piccirill, più carismatico del padre Francesco».

Il progetto di uccidere Zazo

In un altro verbale Carra parla di progetti omicidiari del gruppo, in particolare di quello di Marco Zazo (non indagato in questo procedimento) con la precisazione che le persone tirate in ballo dell’ordinanza odierna non sono indagati su tali fatti che necessitano di accertamenti:«Per la questione dei parcheggiatori i Puccinelli decisero di uccidere Marco Zazo. Il giorno dell’agguato arrivai a via Lattanzio, nel Rione Traiano, dove c’era il basso di Puccinelli Francesco. Erano presenti lo stesso Puccinelli Francesco, Petrone Francesco e Petrone Salvatore. Mi Mandarono a chiamare per informarmi delle loro intenzioni. I rapporti erano buoni tra i nostri gruppi criminali. Fui accompagnato sul posto da o’ talebano, che per come mi dice, confermo essere Legnante Maurizio. In particolare era stato Puccinelli Francesco a mandarmi a chiamare».

La scissione interna al clan raccontata da Carra

Carra ha già parlato dei contrasti interni al clan e di come scoppiò la scissione (leggi qui l’articolo completo). Una sera, mentre ero con Lazzaro, Manauro, Cozzolino e Basile “cozzecanera” da “Agostino”, un chiosco che si trova di fronte allo “Chalet Delle Rose” a Mergellina, arrivò Francesco Petrone in auto e iniziò a inveire contro di loro dicendogli che invece di perdere tempo dovevano andare a lavorare nelle piazze di spaccio. Io mi trattenni con Petrone cercando di calmarlo e dicendogli che erano ragazzi validi e non andavano tratti in quel modo. I quattro invece andarono via. Capii subito che avevano brutte intenzioni». Fu quello l’inizio della scissione che insanguinò per due anni l’area flegrea determinando un riposizionamento radicale degli assetti in campo culminato con il maxi blitz che scompaginò il clan Puccinelli-Petrone.

RESTA AGGIORNATO, VISITA IL NOSTRO SITO INTERNAPOLI.IT O SEGUICI SULLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK.

- Pubblicità -
- Pubblicità -spot_img

Ultime Notizie

Banda della Magliana, ‘Er bufalo’ resta in carcere: “E’ ancora molto pericoloso”

Marcello Colafigli, 68 anni, ex esponente della Banda della Magliana e condannato all’ergastolo per tre omicidi è “troppo pericoloso”...
- Pubblicità -

Nella stessa categoria