HomeCronacaScoperta truffa alle anziane a Fuorigrotta, 'finto carabiniere' catturato dai poliziotti

Scoperta truffa alle anziane a Fuorigrotta, ‘finto carabiniere’ catturato dai poliziotti

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Aveva appena messo a segno un colpo considerevole. Due anziane sorelle truffate a via Lepanto, quartiere Fuorigrotta, con l’ormai famosa tecnica del ‘finto carabiniere’. È’ terminata con le manette ai polsi la giornata di Vincenzo D’Errico 30enne della Maddalena arrestato dagli uomini del commissariato San Ferdinando in una brillante quanto fulminea operazione di polizia.

D’Errico è stato processato per direttissima e sottoposto agli arresti domiciliari con l’obbligo del braccialetto elettronico. Gli investigatori ipotizzano che l’uomo faccia parte di una banda specializzata resasi protagonista di numerose truffe nei quartieri del centro città. Come ricostruito nel verbale di arresto i poliziotti della Riviera di Chiaia erano sulle sue tracce da giorni da quando, dopo un precedente raid, era stato immortalato con abiti da rider.

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Scoperta truffa alle anziane a Fuorigrotta, ‘finto carabiniere’ catturato dai poliziotti

Quegli stessi che hanno portato gli agenti su via Lepanto dove hanno intercettato lo scooter Honda su cui viaggiava e la borsa shopper utilizzata per occultare la refurtiva. Vedendolo uscire da uno stabile gli agenti hanno subito capito che era andata in scena un’altra truffa. E infatti poco dopo i poliziotti riuscivano a contattare una delle due sorelle dello stabile truffate che raccontava loro di essere stata contattata da un sedicente comandante dei carabinieri che diceva loro che alcuni gioielli che avevano in casa avrebbero potuto essere oggetto di rapina.

A raccontarlo è la stessa donna in sede di denuncia: ”Dopo la chiamata restavo sconvolta e il sedicente Comandante dei Carabinieri mi chiedeva se avessi in casa dei gioielli e io rispondevo affermativamente; a questo punto l’uomo ha preteso che elencassi tutti i gioielli che avevo nella mia disponibilità poiché di li a breve sarebbe giunto presso la mia abitazione un perito dell’Arma dei Carabinieri che avrebbe dovuto visionare i monili per escludere che fossero provento della rapina di cui mi aveva accennato. Durante la conversazione che
generava dentro di me un forte stato di confusione e di ansia, il presunto Comandante dei Carabinieri mi invitava a fornirgli un numero di telefono mobile poiché c’era anche un Appuntato dei Carabinieri che doveva interloquire con me. Dopo aver completato l’elencazione dei gioielli che posseggo, il Comandante dei Carabinieri mi chiedeva se c’erano anche altri preziosi in casa: io ingenuamente rappresentavo che anche mia sorella aveva degli oggetti preziosi e il sedicente Carabinieri mi diceva di unirli ai miei, riporli su un panno bianco e di non toccarli poiché di li a breve sarebbe giunto il loro perito che avrebbe scattato delle fotografie per fare dei confronti. Sempre durante il
colloquio telefonico il sedicente Comandante riferiva di conoscere il mio indirizzo ma aveva bisogno di sapere la scala ed il piano; Intorno alle ore 15 suonava al citofono di casa il perito inviato dal Comandante; questo personaggio arrivava poi all’esterno dell’appartamento, suonava il campanello e io aprivo la porta consentendogli di accedere. Alla mia vista si presentava un giovane napoletano con barba
scura, alto circa 170cm, dalla corporatura normale, indossante camicia bianca a maniche lunghe e pantaloni scuri. Il soggetto in questione si qualificava come perito e, mentre parlava al telefono con il presunto Comandante, si avvicinava al tavolo dove avevo riposto il panno bianco con i gioielli; visti i monili l’uomo faceva più fotografie ai preziosi, poi mi chiedeva di avvolgerli ben stretti nel panno e poi in una busta.  L’uomo portava via il contenuto e diceva che avrebbe consegnato i monili presso la Questura di Via Medina, dove poi
sarebbe stata fatta la perizia e dove avrei dovuto richiedere la restituzione dei miei beni”.

Oggetti prontamente recuperati dai poliziotti di San Ferdinando per un totale di 20 anelli, 7 bracciali, collier, orecchini con pietre preziose e altri monili di valore. Giudicato per direttissima per D’Errico, difeso dall’avvocato Tiziana De Masi, sono scattati i domiciliari con obbligo del braccialetto elettronico.

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