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Sequestrati 151 immobili per un valore di 45 milioni di euro a Volla, sette indagati

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Un’intera area di cantiere e un complesso immobiliare con 151 appartamenti e locali commerciali sono stati sottoposti a sequestro preventivo a Volla, in provincia di Napoli, nell’ambito di un’indagine per presunta lottizzazione abusiva materiale ed edilizia. Il provvedimento, disposto dal gip del Tribunale di Nola su richiesta della Procura della Repubblica, è stato eseguito dai carabinieri della Compagnia di Torre Annunziata insieme ai militari del Reparto Carabinieri Parco Nazionale del Vesuvio.

Sette le persone indagate, nei cui confronti vengono ipotizzati il concorso nella realizzazione di interventi urbanistici ed edilizi in violazione delle norme vigenti. Il valore complessivo dei beni sottoposti a sequestro è stato stimato in circa 45 milioni di euro. Sono escluse dal provvedimento soltanto le unità immobiliari già utilizzate da persone terze.

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Le indagini, coordinate dalla Procura e condotte dai carabinieri della stazione competente e del Nucleo Parco di Ottaviano, hanno ricostruito una trasformazione urbanistica ritenuta radicale e illegittima dell’area che in passato ospitava lo stabilimento industriale dismesso dell’ex Sacelit.

Secondo quanto emerso dagli accertamenti, il terreno era classificato come zona produttiva esistente D1, nella quale non è consentita la destinazione residenziale. Nonostante il vincolo urbanistico, sarebbe stato realizzato un articolato insediamento a uso abitativo e commerciale, con una volumetria complessiva pari a 68.573,97 metri cubi.

Gli investigatori contestano inoltre un incremento di circa 45mila metri cubi rispetto alla volumetria precedentemente consentita. Gli interventi sarebbero stati eseguiti sulla base di permessi e titoli edilizi ritenuti illegittimi, determinando un cambio di destinazione d’uso non autorizzato.

Gli accertamenti tecnici, svolti con il supporto di un consulente nominato per l’indagine, avrebbero permesso di individuare gravi violazioni della normativa urbanistica nazionale e regionale. Il sequestro è stato disposto per impedire un ulteriore aggravamento delle conseguenze sul territorio.

Il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari. I sette indagati, pertanto, non possono essere considerati colpevoli fino a un’eventuale condanna definitiva.

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