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Spari contro casa del nipote del boss pentito, venti di guerra a Napoli ovest

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Un avvertimento. Potrebbe essere questo il ‘messaggio’ lanciato la scorsa notte contro Dominique Giannelli, nipote dell’ormai ex boss Alessandro ‘Schwarz’ divenuto da qualche mese collaboratore di giustizia.

Cinque i fori di proiettile repertati in via Della Grotta Vecchia, intorno alla finestra della casa del nipote di Giannelli, dagli investigatori della Polizia allertati da alcune segnalazioni telefoniche. Un raid che potrebbe essere direttamente collegato alla decisione presa nell’aprile scorso dall’ex boss di Cavalleggeri.

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Spari contro casa del nipote del boss pentito, venti di guerra a Napoli ovest

Alessandro Giannelli ha infatti svelato importanti dettagli sull’omicidio di Rodolfo Zinco, alias ‘o Gemello. L’ex boss della mala flegrea ha fornito dettagli fondamentali per l’arresto di Ciro Pauciullo, ritenuto l’esecutore materiale del raid armato nel quartiere di Cavalleggeri d’Aosta. Lo scorso maggio Giannelli ha puntato il dito contro l’indagato che è entrato in azione il 22 aprile 2015: “Vi ho rappresentato che lui è stato l’esecutore materiale dell’omicidio perché io ne sono testimone oculare. Eravamo sul motorino, un T-max bianco, Maurizio Bitonto ed io dietro come passeggero, ed eravamo fermi in via Cattolica davanti al bar Gioia e stavamo chiacchierando con Rodolfo Zinco. Demmo il segnale ad Allard e Pauciullo con un telefonino che eravamo lì con la vittima. Loro scesero dalla casa dove io li avevo fatti appoggiare in via Divisione Siena e con un’auto in pochi istanti arrivarono dove eravamo noi e ricordo che Allard guidava e lato passeggero c’ero Ciro Pauciullo. Quando arrivarono ricordo che la macchina aveva già la portiera aperta dal lato passeggero e venne già esploso il primo colpo che se non erro colpì alla spalla Rodolfo Zinco, il quale cominciò a scappare in direzione di un vicolo dove venne raggiunto da un’auto e vidi Pauciullo scendere da un’auto per rincorrere la vittima ed esplodere altri 3\4 colpi“.

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