Tamponi al campo rom di Scampia: «I 3 positivi arrivati dalla Serbia con l’auto»

tamponi campo rom

Sono risultati tutti negativi gli ulteriori 29 tamponi effettuati sino a tarda sera di ieri al campo rom di Via Circumvallazione Esterna a Secondigliano. In precedenza erano risultate positive al Coronavirus 6 persone. A dare comunicazione dell’esito del test, la task force dell’Asl Napoli 1 Centro impegnata nei controlli anti Covid. In tutto, eseguiti 50 tamponi, 30 dei quali ad altrettanti bambini al di sotto dei 2 anni.

Sono arrivati durante la notte in auto direttamente dalla Serbia i 3 familiari di uno dei casi positivi emersi nel campo rom di Scampia. Lo spiega la Asl Napoli 1 Centro che ha ricostruito, insieme all’Unità di crisi della Regione Campania, la catena dei contatti della 17enne incinta, primo caso di Covid-19 scoperto tra i residenti del campo rom nel quartiere a nord di Napoli. L’indagine epidemiologica ha permesso di definire una stretta convivenza della donna oltre che col marito, con altre 10 persone. Tutte prontamente sottoposte a tampone. Dei soggetti esaminati, solo 2 sono risultati positivi al Covid (il marito e lo zio della donna).

La ragazza era rientrata in Italia dalla Serbia, Paese dove l’emergenza Covid-19 è pesante e dal quale il Governo ha predisposto lo stop dei voli aerei. A queste tre persone positive, poi, se ne sono aggiunte ieri altre 3 compreso un bambino di 6 anni.

Coronavirus, i tamponi al campo rom

Tutti i tamponi sono risultati negativi ma resta alta l’attenzione sullo stato di salute dei positivi che ad oggi continuano ad essere asintomatici. In definitiva, su 50 tamponi solo 6 sono risultati positivi nell’ambito di una popolazione stimata di circa 450 persone, delle quali 30 bambini con meno di 2 anni. Il monitoraggio e la sorveglianza continuano sul campo grazie al personale dell’Asl Napoli 1 Centro e già ieri distribuite le mascherine della Regione sia agii adulti che ai più piccoli.

 

Il comunicato della direzione generale dell’Asl Napoli 1 Centro

“In merito alla vicenda della giovane donna in gravidanza – abitante del campo Rom nei pressi della Circumvallazione esterna di Napoli – nei giorni scorsi risultata positiva al Covid, l’Asl Napoli 1 Centro fa sapere di aver ricostruito – unitamente all’Unita di Crisi regionale – la catena dei contatti con un’approfondita indagine epidemiologica svolta direttamente sul campo. È stato così possibile definire una stretta convivenza della donna oltre che con il marito, con altre 10 persone che sono state tutte prontamente sottoposte a tampone.

Dei soggetti esaminati solo 2 sono risultati positivi al Covid (il marito e lo zio della donna). Gli altri 9 tamponi hanno dato esito negativo. Dopo aver acquisito nuove informazioni sugli spostamenti di alcuni familiari della giovane donna. L’indagine epidemiologica è stata poi ampliata e sono stati eseguiti ulteriori 11 tamponi, dei quali 3 sono risultati positivi.
A risultare positivi proprio i tamponi eseguiti nei confronti di familiari del marito della giovane donna dalla quale tutto ha avuto origine.

I tamponi ai tre familiari della giovane donna eseguiti al loro arrivo a Napoli. I tre erano giunti durante la notte, in auto, direttamente dalla Serbia dopo aver appreso la notizia della positività dei familiari.
Durante la notte l’Asl Napoli 1 Centro ha provveduto ad esaminare altri 29 tamponi eseguiti in serata, sempre in linea con il concetto di contact tracing. Tutti i tamponi sono risultati negativi ma resta alta l’attenzione sullo stato di salute dei positivi che ad oggi continuano ad essere asintomatici. In definitiva, su 50 tamponi solo 6 positivi nell’ambito di una popolazione di circa 450 persone delle quali 30 bambini con meno di 2 anni. Il monitoraggio e la sorveglianza continuano sul campo grazie al personale dell’Asl Napoli 1 Centro e già ieri sono state distribuite le mascherine della Regione sia agii adulti che ai più piccoli.

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