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Tentata estorsione all’autolavaggio a Melito, arriva la condanna per il ras

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Estorsione per accaparrarsi un autolavaggio a Melito, arrivano le condanna per il ras Pietro Caiazza e due sodali. Questo quanto deciso dal gip Chiara Bardi che ha accolto la tesi della Procura anche se sotto il profilo sanzionatorio le pene sono state inferiori rispetto a quanto richiesto dal pubblico ministero. Il ras Pietro Caiazza, difeso dall’avvocato Domenico Dello Iacono e Celestino Gentile, ha rimediato 5 anni di carcere a fronte però di una richiesta di 7 anni e otto mesi. Condanna anche per Saverio Emanuele Margarita a 5 anni mentre Gennaro Villone, che era incensurato, ha rimediato una condanna a 3 anni e quattro mesi. La condanna, come precisato dal suo legale, l’avvocato Gandolfo Geraci, arriva a seguito di una richiesta iniziale di 4 anni e dieci mesi di reclusione e rappresenta il minimo per la tipologia di reato contestato e lo stato di incensuratezza di Villone.

L’interrogatorio del ras Caiazza

Il ras Caiazza, sin dall’interrogatorio di garanzia, aveva spiegato di non aver avanzato alcuna richiesta al titolare dell’autolavaggio ma di essersi soltanto meravigliato, una volta uscito dal carcere, di aver trovato un cambio di proprietà nello stesso considerato che l’attività per tanti anni era stata della sua famiglia. Caiazza aveva spiegato al gip di aver avanzato soltanto questi interrogativi ma di non aver avuto alcuna pretesa.

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La Procura invece aveva fatto scattare gli arresti sulla base della denuncia dell’imprenditore. L’uomo aveva raccontato agli investigatori del tentativo dei tre di impadronirsi della sua attività: “Questa mattina, mentre ero nell’autolavaggio, sono venuti Savio e Gennaro, entrambi mi dicevano che oggi pomeriggio alle 17 sarebbero venuti a prendermi per portarmi da “zio Pierino” che vuole parlarmi. Dopo quindici minuti venivano di nuovo e Savio mi ha parlato in disparte e mi comunicava che voleva essere sincero con me, poiché mi conosce da tempo, in passato abbiamo anche giocato a calcio insieme. Mi riferiva che è intenzione di “zio Pierino” farsi consegnare le chiavi del mio autolavaggio, in quanto a suo dire quell’attività era sempre stata sua”.

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