HomeCronaca“Ti ammazzo, dammi i soldi”, così è scattato il raid a Secondigliano

“Ti ammazzo, dammi i soldi”, così è scattato il raid a Secondigliano

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Aveva appena prelevato del denaro dall’ufficio postale di via Cassano. Non poteva immaginare di essere finito nel mirino di due banditi che hanno iniziato un vero e proprio pedinamento. Questo l’incipit della violenta rapina avvenuta nel luglio scorso a Secondigliano. Vittima un pensionato 73enne divenuto il bersaglio di Salvatore Scippa e Antonio Imperatore raggiunti nelle scorse ore da ordinanza di custodia cautelare in carcere eseguita dagli uomini della squadra investigativa ed operativa del commissariato di Secondigliano (all’epoca dei fatti guidata dal vice questore aggiunto Tommaso Pintauro e da qualche giorno dal commissario capo Alessandro Petrazzuolo).

“Ti ammazzo! Dammi i soldi”

L’anziano stava tornando a casa in sella alla sua bicicletta quando è stato affiancato e poi speronato facendolo cadere violentemente in terra. Dall’auto è subito sceso il passeggero che gli si è scagliato contro urlando: «Non ti muovere! Ti ammazzo! Dammi i soldi!».

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L’aggressore gli ha quindi strappato dai pantaloni i mille euro e si è impossessato dell’iPhone caduto a terra nella concitazione, per poi fuggire a tutta velocità insieme al complice verso via Limitone D’Arzano. Decisivo è stato l’aiuto di un passante che si è fermato a soccorrere l’anziano fornendogli il numero di targa della vettura, oltre al contributo della stessa vittima, capace di fornire identikit dettagliati dei due aggressori. L’anziano aveva infatti notato uno dei sospettati già all’interno dell’ufficio postale, mentre era in attesa del suo turno.

Il precedente

La particolarità dell’indagine è che si è avvalsa anche dell’utilizzo dei social network: nello specifico uno dei due arrestati è stato rintracciato dagli agenti grazie alle dirette live di una familiare sul suo profilo social TikTok: gli agenti, mischiandosi tra i followers, hanno carpito informazioni essenziali per l’identificazione dei luoghi di domicilio e dell’identità degli indagati. Tra i due il più ‘conosciuto’ alle forze dell’ordine è senza dubbio Salvatore Scippa che nel maggio 2011 fu arrestato per la rapina ai danni del turista americano 66enne anni, morto dopo nove giorni di agonia in ospedale per aver difeso il proprio orologio “Rolex”: all’epoca Scippa, insieme ad un complice, aggredì il turista per strappargli l’ orologio nei pressi del Porto, dopo che erano sbarcati dalla nave da una crociera  facendolo cadere e battere la testa sul selciato.

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