Nell’ordinanza con cui, due settimane fa, è stato arrestato il ‘gruppo dirigente’ dei Sorianiello della ’99’ di via Catone ci sono tante intercettazioni alcune delle quali indicative di quale sia il tenore e la forza del gruppo. Alcune di queste conversazioni sono state captate dalle forze dell’ordine all’indomani dell’agguato costato la vita ad un cittadino nigeriano, ‘reo’ di aver rubato della droga dalla piazza del gruppo (leggi qui l’articolo). Significativa una conversazione tra Raffaele Caprio e la moglie. Oggi il tribunale del Riesame ha respinto il ricorso presentato dai suoi legali (leggi qui l’articolo). In queste conversazioni Caprio appare gasato per quello che ha commesso, non la pensa così la moglie che lo redarguisce per il suo comportamento considerato troppo ‘leggero’ paventandogli le conseguenze delle sue azioni:«Ti rendi conto di quello che hai fatto? No, non ti rendi conto. Mica sei andato a giocare con le costruzioni?». Le giustificazioni dell’uomo non servono a placare la preoccupazione della donna che rincara la dose:«Sai che dovevano fare? Sei sceso a fare una cosa per me, dovevano mettersi la mano in tasca e dirti, tiè qua stanno 500 euro».

Il gruppo della ’99’

I Sorianiello, famosi per aver sempre mantenuto un basso profilo, sarebbero infatti transitati da tempo in una nuova fase. Forti della presenza sul campo di diversi affiliati e della nuova reggenza che avrebbe messo nel mirino l’intera area. Una presenza ben visibile alle forze dell’ordine con nuove leve assoldate dal gruppo forti anche di elementi apicali a piede libero almeno fino all’operazione di questa notte.

L’arresto di Giuseppe Mazzaccaro

Lo spartiacque negli equilibri criminali della zona e dintorni è il 6 ottobre del 2020. E’ quello il giorno in cui viene arrestato Giuseppe Mazzaccaro, ‘pezzo da novanta’ della mala del Rione Traiano. Reggente del clan Sorianiello e cognato del boss Alfredo ‘o biond. Gruppo che ha la sua roccaforte nella zona detta ’99’ di via Catone e che gestisce milionari traffici di droga. Mazzaccaro è ritenuto dalla Procura il mandante dell’omicidio di Luca Megali, consumato il 5 novembre 2014 al confine tra Pianura e Marano, all’interno di una barberia che la vittima gestiva. Dopo quell’arresto la situazione nella zona flegrea è radicalmente cambiata.

L’alleanza tra la ’99’ e il ras ‘o buttafuori

Secondo le ultime informative di polizia i Sorianiello avrebbero siglato un patto con il ras, soprannominato ‘o buttafuori, irreperibile da giorni (leggi qui l’articolo). Una rottura col passato e con quella che è stata fino ad ora la gestione del gruppo che dopo la scissione dai Vigilia ha ottenuto sempre maggiore autonomia. Una crescita che non è passata inosservata alle forze dell’ordine e già ipotizzata in precedenti articoli (leggi qui). Da capire il loro ruolo nell’omicidio di Antonio Volpe e nelle tensioni che da settimane stanno caratterizzando in lungo e in largo la zona. Pochi giorni prima un’altra stesa nei pressi del bar gestito dalla famiglia Troncone tra via Caio Duilio e via Costantino (leggi qui l’articolo). Le indagini sono condotte dai poliziotti della squadra giudiziaria del commissariato San Paolo. Gli agenti collaborano con i carabinieri del Nucleo investigativo di Napoli e della compagnia Bagnoli sull’omicidio Volpe. Gli investigatori più esperti credono che dietro tutti questi eventi possa esserci un’unica regia.

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