HomeCronacaTruffe milionarie smascherate da Le Iene, scarcerato ex dipendente Telecom di Melito

Truffe milionarie smascherate da Le Iene, scarcerato ex dipendente Telecom di Melito

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Gaetano Esposito, 68enne di Melito di Napoli, era stato arrestato in flagranza di reato dai Carabinieri di Agropoli, accompagnati dalla troupe della trasmissione televisiva Le Iene, mentre stava smanettando vicino a una cabina telefonica, fingendosi un dipendente di una banca del Cilento e rassicurando le vittime di truffe messe a segno in tutta Italia.

Accogliendo la richiesta dell’avvocato Luigi Poziello del Foro di Napoli Nord, il Tribunale di Sorveglianza di Napoliha concesso a Esposito l’affidamento al lavoro, disponendo la scarcerazione dalla casa di reclusione di Arienzo, dove stava scontando un cumulo di pene per oltre 50 episodi di truffa, associazione a delinquere e assegni falsi, con una condanna complessiva a 7 anni e 4 mesi di reclusione.

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Il fatto

Secondo la ricostruzione della Procura, gli indagati si sarebbero resi protagonisti, attraverso un vorticoso giro di assegni circolari contraffatti e gasolio adulterato, di una vera e propria sfilza di truffe che avrebbe gettato nel panico mezza Italia. Per la gang con base tra la periferia est di Napoli e l’hinterland, nel pomeriggio di ieri è arrivata la sentenza di primo grado, almeno per chi ha scelto il rito abbreviato. Il giudice, al netto di alcune assoluzioni parziali, ha sostanzialmente accolto la linea accusatoria, infliggendo 32 condanne, solo alcune delle quali superiori ai cinque anni di reclusione.

L’inchiesta, culminata nel blitz di maggio scorso, aveva svelato l’esistenza di tre diverse associazioni per delinquere e 70 episodi di truffa, portando all’iscrizione nel registro degli indagati di 67 persone. Il gip del Tribunale di Napoli, Anna Imparato, aveva disposto 46 arresti in carcere e 13 ai domiciliari, oltre a sequestri di beni immobili, titoli di Stato e postali e distributori di carburante, per un valore complessivo di 2 milioni e 700 mila euro.

Numeri imponenti per la maxi-operazione dei Carabinieri di Genova e della Procura di Napoli, che, in collaborazione con l’Arma di Napoli, Salerno, Varese, Venezia, Roma, Frosinone, Latina, Milano, Brescia, Lodi, Novara, Avellino e Pordenone, hanno fatto luce su un sistema capace di generare profitti illeciti per circa 1,5 milioni di euro. Sequestrato anche un appartamento adibito a stamperia clandestina e numerosi apparati informatici utilizzati per la stampa professionale di banconote, documenti contabili e titoli bancari e postali.

Le indagini sono partite dalla compravendita di auto di grossa cilindrata, come SUV e Audi R8. Alcuni indagati, fingendosi acquirenti, si facevano inviare via WhatsApp le immagini del libretto di circolazione dell’auto in vendita, che veniva poi duplicato. Con quelle stesse foto pubblicavano un annuncio di vendita sul web e, una volta individuato l’acquirente, lo inducevano a inviare la foto di un assegno circolare intestato a loro nome con la cifra dell’acconto concordato. A quel punto l’assegno veniva replicato e incassato.

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