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Uccide la madre poi dà fuoco alla casa: “Ho fatto la cosa giusta, la mia famiglia era cattiva”

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Davide Morganti, un ragazzo di 22 anni sordomuto, ha confessato l’omicidio della madre, la 60enne Anna Viliani, avvenuto tra lunedì mattina, 24 febbraio, e l’alba del giorno successivo, a Montepiano, in provincia di Prato. Il giovane ha spiegato di aver accoltellato la donna al collo mentre quest’ultima, forse in dormiveglia, aveva la testa appoggiata sul tavolo. Quel primo colpo è stato seguito da un altro, un altro ancora: una decina in totale, sparsi su tutto il corpo.

Nessuno dei fendenti ha raggiunto organi vitali, motivo per cui la donna non è deceduta subito. Ci sono volute 11 ore, agonizzanti, affinché il suo cuore smettesse di battere. Ore in cui il figlio non ha chiamato i soccorsi ma è rimasto lì ad attendere che la 60enne smettesse di respirare. Una volta constatato il decesso della madre, il 22enne ha dato fuoco alla casa e ha dato l’allarme ai vicini di casa.

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La confessione

Verso le 3 del mattino, Davide Morganti ha preparato la valigia e poi ha bussato alla porta dei vicini, informandoli che sua madre si trovava dentro la casa in fiamme. Immediatamente sono stati allertati i carabinieri e i vigili del fuoco che, una volta spento l’incendio, hanno rinvenuto il corpo senza vita di Anna Viliani in una pozza di sangue.

Il 22enne ha poi ammesso con apparente lucidità di essere stato lui a uccidere la madre. “Sono stato io a uccidere mia mamma. Avrei dovuto uccidere anche mio padre, mio fratello, mio zio e mio nonno. Sono stati sempre cattivi con me. Fin da quando ero piccolo mio padre mi picchiava in testa e i miei familiari mi deridevano. Io mi posso liberare delle violenze del passato solo se loro muoiono”, riporta il Corriere della Sera. Ha inoltre spiegato che l’incendio era un tentativo di cancellare ogni traccia della sua esistenza precedente.

I problemi psichici

Nonostante non gli fosse stata diagnosticata alcuna patologia psichiatrica, Davide sin da bambino mostrava alcune difficoltà ed era spesso introverso e solitario. Nell’ultimo periodo il suo comportamento era diventato particolarmente aggressivo, soprattutto nei confronti del padre, tanto che quest’ultimo aveva deciso di lasciare la casa. Secondo quanto riferito dai vicini, era stata la madre a spingerlo ad andarsene.

Le prime ricostruzioni suggeriscono che Anna Viliani faticasse a gestire il figlio. Già nell’agosto del 2024 si era verificato un episodio di violenza: Davide l’aveva afferrata per i capelli e colpita con calci. Poi, a novembre, la situazione era degenerata al punto da rendere necessario un trattamento sanitario obbligatorio (TSO), poiché il giovane era fuori controllo. Era stato ricoverato per alcuni giorni e successivamente dimesso con una terapia prescritta da uno psichiatra. Tuttavia, durante l’interrogatorio, Davide ha dichiarato di non essere malato e di non avere bisogno di farmaci, quindi non è chiaro se avesse effettivamente seguito la cura.

Chi era Anna Viliani

Anna Viliani, secondo le prime informazioni, lavorava saltuariamente facendo le pulizie e viveva da sola con il figlio 22enne nella villetta. La salma della donna è stata trasportata all’ospedale di Pistoia a disposizione della Procura in vista della autopsia. Il marito abiterebbe sempre a Montepiano ma in un’altra casa e appena è stato informato è corso sul luogo della tragedia. L’altro figlio della coppia si è trasferito fuori dalla Toscana.

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