Per il fondatore di Bliss il rischio più sottovalutato nelle imprese non è sbagliare direzione. È arrivarci dopo il mercato.
Una decisione corretta presa troppo tardi produce spesso lo stesso danno di una decisione sbagliata. A sostenerlo è Francesco Acri, advisor di brand, fondatore e amministratore delegato di Bliss (società di Brand Advisory e Brand Governance con sedi a Roma e Milano), abituato a mettere il tempo al centro di ogni progetto.
Per questo il costo del ritardo va trattato come un rischio con conseguenze concrete.
Il costo che non compare in bilancio
Nelle imprese il rinvio sembra quasi essere gratuito. Un riposizionamento si rimanda al prossimo esercizio, un nuovo mercato alla prossima stagione, un cambio di prezzo a quando i dati saranno più chiari. Nessuna di queste scelte produce una perdita visibile nel trimestre.
Il costo però c’è: mentre l’impresa aspetta, un concorrente occupa lo spazio, i clienti si abituano a un’alternativa, il margine si erode. E quando la decisione finalmente arriva, le condizioni che la rendevano giusta sono cambiate.
Acri lo ha osservato in modo estremo nel marzo 2020. Alle porte del lockdown, le attività che seguiva hanno avuto pochi giorni per decidere se portare online vendite e prenotazioni, oppure no. Chi ha agito subito ha continuato a lavorare. Chi ha aspettato la fine dell’emergenza, ha perso settimane che non sono più tornate.
Perché le imprese rimandano
Le scienze cognitive spiegano buona parte del fenomeno.
L’avversione alla perdita (Kahneman e Tversky; Arkes e Blumer) fa pesare un possibile errore più di un’opportunità equivalente. Il peso degli investimenti già fatti rende difficile cambiare strada. E nelle riunioni, quando manca un criterio condiviso, la discussione si chiude con un rinvio invece che con una scelta.
Il rinvio, in questi casi, viene mascherato da prudenza ma è in realtà assenza di un metodo decisionale.
Decidere più in fretta senza decidere peggio
Il modello di Bliss affronta il problema su due fronti.
Il primo è la verifica. Con il Bliss Empirical Framework, il protocollo sviluppato sotto la guida di Acri, ogni proposta parte da un’ipotesi dichiarata e da soglie fissate in anticipo. Si sa prima che cosa si considera un successo e quando fermarsi. Questo riduce il bisogno di aspettare dati perfetti, perché il rischio è misurato e dosato in base alla reversibilità della scelta.
Il secondo è l’esecuzione. Una decisione presa con il vertice arriva sul mercato attraverso Bliss Studio, l’agenzia di marketing a Roma che fa parte della società, senza passaggi di consegne tra consulenti e fornitori diversi. Ogni passaggio eliminato è tempo recuperato.
Il rinvio a verbale
La prossima volta che una decisione sul brand viene rimandata, Acri suggerisce di scrivere nel verbale tre cose: che cosa si aspetta di sapere in più, entro quando lo si saprà e che cosa succede nel frattempo sul mercato. Sono voci che in riunione si danno per scontate e che di rado qualcuno mette per iscritto.
Se nessuno sa dire quale dato mancante cambierebbe la scelta, il rinvio non protegge l’impresa: sposta il costo a un trimestre in cui sarà più alto. Se invece la risposta c’è, la decisione ha già una scadenza e qualcuno che risponde del dato, e il tempo di attesa diventa una quantità che il vertice può misurare, accettare o ridurre.
A distanza di qualche mese il verbale mostra quante volte si è aspettato, per quale motivo e con quale esito. Dà al consiglio un criterio per distinguere la prudenza dall’abitudine a rimandare, e rende visibile il tempo che in bilancio non compare.
Con i rinvii messi per iscritto, a quel punto, il consiglio di amministrazione potrà chiedersi quanto è costata l’attesa, e rispondere finalmente con dati, invece che con impressioni.
Chi è Francesco Acri. Nato nel 1990, Francesco Acri è alla guida di Bliss, come fondatore e amministratore delegato. La società, costituita nel 2025 e attiva a Roma e Milano, opera dal febbraio 2026 con un modello proprietario di brand advisory continuativa fondato su Advisory, Brand Governance e Operations.

