Perché il Marocco si scopre meglio dietro un volante
Ci sono viaggi che si pianificano con l’orologio alla mano, e ci sono viaggi che chiedono, semplicemente, di essere lasciati liberi. Il Marocco appartiene alla seconda categoria. Tra Marrakech e le dune di Merzouga corrono 560 chilometri – non pochi, va detto – ma è proprio quella distanza a fare la differenza tra una gita turistica e un’avventura vera. Un pullman segue orari fissi. Un tour organizzato segue soste prestabilite. Un’auto, invece, si ferma quando lo decide chi guida: davanti a una kasbah di terra rossa, in un villaggio berbero senza nome sulla mappa, o semplicemente perché il tramonto sull’Alto Atlante merita cinque minuti in più.
Da Marrakech al passo di Tizi n’Tichka: la prima tappa dell’avventura
La prima parte del percorso attraversa l’Alto Atlante lungo il celebre passo di Tizi n’Tichka, che sale oltre i 2.200 metri tra tornanti panoramici e villaggi arroccati. Qui inizia davvero il viaggio: le strade sono asfaltate e in buone condizioni generali, ma richiedono attenzione, soprattutto nei tratti di montagna dove l’illuminazione scarseggia dopo il tramonto. Per questo motivo, chi valuta un noleggio auto in Marocco dovrebbe considerare di partire presto al mattino, così da affrontare il passo con la luce del giorno e godersi con calma il paesaggio, invece di rincorrere il buio.
Poco oltre il valico si trova Ait Ben Haddou, il villaggio fortificato di terra battuta diventato set cinematografico internazionale – vale una sosta di almeno un’ora, anche solo per attraversarne i vicoli in salita. Da lì, Ouarzazate offre un punto d’appoggio comodo per la prima notte, a circa quattro ore da Marrakech.
Verso il deserto: le gole del Todra e la valle del Dades
Il secondo tratto del percorso, tra Ouarzazate ed Erfoud, attraversa paesaggi che cambiano ad ogni curva: palmeti, canyon scavati nella roccia, kasbah in rovina. Le gole del Todra, con pareti che sfiorano i 300 metri di altezza, e la valle del Dades, punteggiata di formazioni rocciose note come “le dita delle scimmie”, meritano una deviazione di qualche ora rispetto al percorso diretto. Chi ha tempo per spezzare il viaggio in tre giorni invece che due troverà qui le tappe più fotografate – e, spesso, meno affollate – di tutto l’itinerario.
Le strade in questo tratto restano generalmente asfaltate e percorribili con un’auto normale; un fuoristrada diventa necessario solo per addentrarsi tra le dune vere e proprie, non per raggiungere i villaggi lungo la via.
L’arrivo a Merzouga e le dune dell’Erg Chebbi
Dopo circa 9-10 ore di guida effettiva (spalmate su due o tre giorni, idealmente), il paesaggio si apre sulle dune dorate dell’Erg Chebbi, vicino al villaggio di Merzouga. È qui che il deserto smette di essere un’idea e diventa qualcosa da attraversare a piedi, in cammello o – per chi preferisce – restando semplicemente seduti a guardare il sole calare dietro le dune più alte, che superano i 150 metri. Le notti nel deserto possono essere sorprendentemente fredde anche in piena estate: un dettaglio che molti viaggiatori sottovalutano, portando solo abiti leggeri.
Cosa sapere prima di mettersi in viaggio
Organizzare un viaggio in auto in Marocco richiede qualche accortezza pratica, spesso trascurata:
- La patente italiana (o di altro paese europeo) è generalmente sufficiente per i soggiorni turistici brevi; una patente internazionale non è obbligatoria ma è consigliata, soprattutto per facilitare i controlli.
- L’età minima richiesta dalle agenzie varia tipicamente tra 21 e 23 anni, con patente posseduta da almeno un anno.
- È necessaria una carta di credito intestata al conducente principale, da lasciare come garanzia.
- Le cinture di sicurezza sono obbligatorie e la tolleranza per l’alcol alla guida è pari a zero.
- Guidare di notte sui passi di montagna è sconsigliato: curve imprevedibili e assenza di illuminazione rendono il percorso più rischioso.
Un’ultima cosa, forse la più importante: in Marocco si guida a destra, ma il ritmo del traffico nelle città può risultare caotico rispetto agli standard europei. Fuori dai centri urbani, invece, le strade principali sono spesso più tranquille di quanto ci si aspetti.
Riflessioni finali
Il Marocco in auto non è solo un modo per spostarsi da un punto A a un punto B – è, più che altro, un modo per lasciare che il viaggio si allunghi dove serve. Chi ha già percorso questa strada racconta spesso la stessa cosa: le soste non pianificate, quelle nate per curiosità o per un panorama improvviso, restano impresse più di qualsiasi tappa segnata in agenda. Tra il passo di Tizi n’Tichka e le dune di Merzouga ci sono centinaia di chilometri di Marocco autentico, quello che raramente compare nei tour organizzati. Con un po’ di pianificazione – e la giusta dose di pazienza per le lunghe ore al volante – il deserto del Sahara diventa non solo una destinazione, ma il punto d’arrivo naturale di un viaggio vissuto a modo proprio.

