Una partita di droga non pagata:«Così scoppiò la guerra tra i Misso e ‘o gassusar»

Una partita di droga non pagata. Fu questa l’origine della guerra che insanguinò il rione Sanità agli inizi degli anni Duemila e che vide contrapposti i Misso al gruppo di Salvatore Torino stanziato nella zona di Supportico Vita. Il figlio di quest’ultimo, Luigi, è stato ferito in un agguato due giorni fa.  A rivelare ai magistrati l’origine di quella faida fu Michelangelo Mazza, nipote del boss Giuseppe Missi e all’epoca reggente, insieme ai suoi cugini, del sodalizio di Largo Donnaregina:«Ricordo che ci fu una lite che mio cugino Giuseppe ebbe con Salvatore Torino in ragione di un suo debito di 200mila euro quale mancato pagamento per una parte della fornitura di 50 chili di cocaina che Salvatore Torino aveva preso dagli scissionisti di Secondigliano e che aveva distribuito a tutti.

Tutti avevano pagato tranne mio cugino Giuseppe… Voglio precisare che questa distribuzione di cocaina avvenne durante quei 20 giorni in cui io rimasi detenuto poiché io non lo avrei permesso; infatti ciò era in contraddizione con il nostro impegno a mantenerci neutrali tra gli ‘scissionisti ‘ e i Di Lauro… Salvatore Torino venne a parlare con me per risolvere questo problema ed io compresi che egli sarebbe stato disponibile anche a non rientrare dei soldi se mio cugino fosse andato a chiarirsi con lui ma mio cugino, pur sollecitato da me, non volle andare. Per risolvere la tensione subentrarono i Lo Russo che avevano già saldato nuovamente i loro interessi con Di Febbraro Nicola e che erano interessati a risolvere il problema affinchè Torino Salvatore non fosse in difficoltà con gli scissionisti per il pagamento. Io ero interessato a mantenere calma la situazione in attesa del ritorno in libertà di mio zio Giuseppe e riuscii a trovare un accordo, ottenendo anche l’appoggio di Salvatore Lo Russo, premendo sul fatto che anche Salvatore Torino aveva la sua parte di torto perché si era comportato male, dando esplicito appoggio agli scissionisti». Quell’incontro non servì a ricomporre la frattura e da lì a poco sarebbe scoppiata la guerra, l’ennesima tra i vicoli cari a Totò.