a figlia d'o Marenaro
Assembramenti fuori il noto ristorante per la tradizionale zuppa di cozze

Caos, ingorghi e assembramenti ieri a Napoli presso il ristorante ‘A figlia d’o Marenaro a via Foria per ritirare la classica zuppa di cozze del Giovedì Santo.

Assembramenti e caos fuori A figlia d’o Marenaro

Il noto ristorante A figlia d’o Marenaro si era organizzato per la consegna a domicilio con circa trenta addetti alle consegne. Tuttavia i disagi  sono imputabili al fatto che un elevato numero di persone ha preferito recarsi da vicino per il ritiro della prelibata pietanza a base di frutti di mare.
La situazione non è migliorata nemmeno quando i gestori hanno sospeso le prenotazioni e smesso di prendere ordinazioni. Hannno cercato di allontanare le persone suscitando animosità tra la folla.

L’intervento della Polizia Municipale

A quel punto l’intervento della Polizia Municipale si è resa inevitabile. Gli agenti sono giunti poco dopo le 23, ben oltre l’orario limite previsto delle 22 per l’asporto e per la libera circolazione in zona rossa.

Multa e sospensione per ‘a figlia d’o Marenaro’

Il comandante della Polizia Municipale di Napoli, Ciro Esposito ha spiegato che, dopo le valutazioni del caso, per i gestori del ristorante si prospetta la multa e un periodo di chiusura dell’attività, per avere continuato a vendere da asporto oltre l’orario consentito.

Il commento di Assunta Pacifico

Assunta Pacifico, la proprietaria di a figlia d’o Marenaro, ha commentato la vicenda con un post su Facebook. “Siamo davvero molto rammaricati per il disagio – scrive l’imprenditrice – ci scusiamo con le forze dell’ordine, la polizia, i carabinieri, tutti molto presenti in via Foria, e con tutti i nostri clienti. Il disagio è stato creato da una catena di situazioni, non dovuti esclusivamente alla nostra organizzazione. Siamo dispiaciuti di non aver potuto soddisfare ed evadere gli ordini, di aver consegnato in ritardo. Questo maledetto Covid è stato capace di destabilizzare gli animi e la vita di tutti. Cogliamo l’occasione anche per ringraziare tutti per la comprensione e la pazienza“.

La crisi della pandemia

“È oltre un anno ormai che viviamo una situazione “fuori dal normale”. Il nostro desiderio è sempre stato quello di offrire un servizio di qualità, in linea anche con le esigenze e le difficoltà del momento. Ogni Giovedì Santo, da oltre cinquant’anni, abbiamo sempre fatto il nostro meglio per garantire alta qualità, cercando di emozionare i nostri clienti, di farli sentire coccolati” .
Abbiamo accettato l’opzione della consegna a domicilio solo ed esclusivamente per andare incontro ai nostri clienti e, visto il prolungamento della pandemia, per dare ai nostri collaboratori un’ulteriore garanzia di lavorare. Era pensabile che, in un giorno come quello di ieri, dove si è registrato un picco di traffico importante in città, ci sarebbero state difficoltà con le consegne, ma mai immaginavamo quel livello di ingorghi”.

Le scuse

“Spiegare il nostro stato d’animo, un misto tra trepidazione, gioia di lavorare come “ai vecchi tempi”, tensione di fare e dare il meglio, non è facile. Siamo stati pionieri nella chiusura del ristorante lo scorso 9 marzo 2020 perché la salute è, per noi, al primo posto. Da sempre, siamo riconosciuti dai clienti proprio per eccellere nella pulizia. Siamo stati tra i primi ad essersi adeguati alle norme per poter esplicitare un nostro diritto: lavorare.
Siamo consapevoli che ieri, in un giorno ancor più carico di emozioni per noi napoletani e di malcontento generale per non poter “festeggiare” come un tempo il Giovedì Santo, la situazione è andata oltre le aspettative. Tra asporto e delivery, l’aria di tensione generale non ha reso facile lo svolgere delle quotidiane azioni”.

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