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martedì, Maggio 17, 2022
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Saldo Imu alla cassa entro il 17 dicembre: la ricerca


Pensata per essere la tassa principale del federalismo municipale introdotto nel 2011, l’IMU ha assunto l’aspetto di una tassa patrimoniale gestita dai comuni ma sostanzialmente appannaggio dello Stato. I comuni non hanno nessuna possibilità di manovra sulla base imponibile e possono solo modificare le aliquote, intervenire sulle detrazioni e introdurre esenzioni. I margini di manovra dei comuni sono, però, praticamente indirizzati verso l’aumento piuttosto che la diminuzione del peso tributario dell’IMU. Primo perché hanno subito tagli significativi ai trasferimenti erariali, secondo perché se decidono di ridurre l’IMU al di sotto del livello base stabilito dal Governo perderebbero altrettanti trasferimenti erariali. Considerata la crisi in corso e i delicati equilibri finanziari dei comuni, era piuttosto improbabile che qualche comune potesse utilizzare quel margine di manovra per ridurre l’IMU se non mettendo a repentaglio sia la fornitura di servizi pubblici essenziali sia gli equilibri finanziari.
Secondo le analisi più recenti circa l’80% dei comuni italiani ha aumentato l’IMU fissando le aliquote al di sopra del livello base governativo. Stime recenti (si vedano quelle della Confcommercio del 6 dicembre 2012 oppure quelle del Sole 24-Ore del 3 dicembre 2012), parlano di un maggior gettito di circa 5 o 7 miliardi di euro.
I comuni che sono riusciti almeno ad essere neutrali sulle aliquote lasciando invariate quelle del livello base fissato dal Governo possono dunque essere considerati comuni virtuosi a meno che non abbiano sacrificato servizi ed equilibri di bilancio. Ricordiamo che le aliquote base governative per gli immobili principali sono 7,6 per mille su tutti i fabbricati ad eccezione delle abitazioni principali per le quali si applica il 4 per mille con le detrazioni di 200 euro fisse e 50 euro aggiuntive per ogni figlio convivente di età non superiore a 26 anni.
Come è andata nell’area giuglianese? Cosa hanno fatto i Comuni di Calvizzano, Giugliano, Marano, Mugnano, Qualiano e Villaricca in tema di IMU?
Innanzitutto, rileviamo come il primo comune a deliberare sull’IMU sia stato il comune di Villaricca (4 luglio 2012), mentre l’ultimo, praticamente un giorno prima la scadenza ufficiale, è stato il comune di Calvizzano (30 ottobre 2012).
Come esposto nella tabella 1, gli unici comuni neutrali sulle aliquote sono stati i comuni di Qualiano e Villaricca che hanno lasciato invariate le aliquote standard fissate dal Governo, gli altri quattro comuni hanno aumentato le aliquote.
L’aumento maggiore si è verificato nel comune di Marano seguito da Calvizzano, Giugliano e Mugnano, mentre Qualiano e Villaricca non presentano aumenti rispetto ai livelli base.
Per dare un’idea della misura di aggravio fiscale adoperata dai quattro comuni che hanno incrementato le aliquote, abbiamo calcolato l’IMU 2012 sulla base della seguente ipotesi: famiglia con due figli conviventi di età inferiore a 26 anni con abitazione principale di proprietà e relative pertinenze con rendita catastale complessiva di 620 euro e una seconda casa di proprietà ubicata nello stesso comune della prima casa avente le stesse caratteristiche e valori catastali (abitazione e pertinenze con una rendita complessiva di 620 euro). I valori calcolati sono stati confrontati con quelli dei comuni base, cioè i comuni di Qualiano e Villaricca che non hanno aumentato le aliquote.
Dai calcoli esposti nella tabella 2 si vede come a Marano si paga, nel caso specifico esaminato, il 57,3% in più rispetto a Qualiano e Villaricca (1.429 euro contro 909). Se consideriamo solo la prima casa, l’aumento è addirittura del 178,6%, poiché, per il meccanismo delle detrazioni fisse previsto dal Governo pari a 200 euro per la prima casa e 50 euro per ogni figlio convivente di età inferiore a 26 anni, l’aliquota risulta particolarmente progressiva. È dunque sulle prime case che bisogna concentrare l’attenzione per cogliere significativamente il peso dell’aggravio di imposta gestito dal comune. Nel nostro caso, scendono a due i comuni sotto osservazione per eccessivo aggravio di imposta: Marano (+171,6%) e Calvizzano (+128,7%).
L’IMU, come è noto, è un’imposta comunale istituita nel marzo 2011 in sede di definizione del c.d. federalismo municipale ed è uno dei pilastri fondamentali dell’autonomia finanziaria dei comuni. In realtà, l’IMU 2012, come stabilito nel decreto Salva Italia del dicembre 2011, è una tassa a metà tra i comuni e lo Stato. In particolare, mentre i versamenti relativi a prima casa e relative pertinenze restano al 100% ai comuni, quelli relativi ai terreni e agli altri fabbricati sono divisi tra lo Stato e i comuni (in pratica allo Stato va il 50% dell’imposta sulle seconde case, gli altri fabbricati e i terreni calcolata ad aliquota standard cioè considerando l’aliquota ordinaria del 7,6 per mille).
Ritornando al nostro esempio, i comuni che abbiamo definito “comuni base”, perché neutrali rispetto alle aliquote fissate dal Governo, su 909 euro pagate dalla famiglia tipo considerata ne incassano 513, mentre i restanti 396 euro vanno allo Stato. Nel caso del comune di Marano, dove come abbiamo visto sopra la pressione impositiva derivante dall’IMU è la più alta tra i comuni esaminati, praticamente le aliquote sono state fissate al livello massimo consentito, su 1.429 euro versati, 1.033 restano al comune e 396 vanno allo Stato.
In occasione del pagamento del saldo IMU il cui termine è lunedì 17 dicembre 2012, i contribuenti di Qualiano e Villaricca pagheranno la stessa cifra dell’acconto, nel nostro esempio 454 euro, mentre negli altri casi i versamenti saranno più elevati. In particolare, i contribuenti del comune di Marano nel nostro esempio pagherebbero 974 euro, seguiti da quelli di Calvizzano con 766, Giugliano con 651 e Mugnano con 599.
Rispetto ai calcoli dell’IMU è da segnalare l’effetto moltiplicatore dell’aumento dell’aliquota sulla prima casa provocato dalle detrazioni, nel nostro esempio pari a 300 euro, e dall’entità contenuta della rendita catastale. È doveroso, infatti, segnalare che l’IMU sulla prima casa, proprio per effetto delle elevate detrazioni fisse, è meno pesante dell’ICI applicata fino al 2007 che non prevedeva detrazioni per i figli (dal 2008 è scattata l’esenzione dell’ICI sulla prima casa durata fino al 2011).

ha collaborato: Maria Maisto

TABELLA 1. ALIQUOTE IMU

CALVIZZANO

GIUGLIANO

MARANO

MUGNANO*

QUALIANO

VILLARICCA

Data di deliberazione

30/10/2012

17/10/2012

02/08/2012

03/08/2012

23/10/2012

04/07/2012

ALIQUOTA RIDOTTA (PRIMA CASA)

5,5

4,0

6,0

4,0

4,0

4,0

MANOVRA COMUNALE ALIQ. PRIMA CASA

+1,5

0,0

+2,0

0,0

0,0

0,0

ALIQUOTA ORDINARIA (ALTRI FABBRICATI)

9,1

9,3

10,6

9

7,6

7,6

MANOVRA COMUNALE ALIQ. ALTRI FABBR.

+2,5

+2,7

+3,0

+1,4

0

0

*Per il comune di Mugnano l’aliquota ordinaria riportata si riferisce solo ai fabbricati ad uso privato o residenziale

TABELLA 2. CALCOLO IMU 2012

CALVIZZANO

GIUGLIANO

MARANO

MUGNANO

QUALIANO

VILLARICCA

IMU PRIMA CASA

273

117

325

117

117

117

IMU SECONDA CASA

948

989

1.104

937

792

792

IMU TOTALE

1.221

1.106

1.429

1.054

909

909

IMU QUOTA COMUNE

825

710

1.033

658

513

513

IMU QUOTA STATO

396

396

396

396

396

396

VERSAMENTO ACCONTO GIUGNO

455

455

455

455

455

455

VERSAMENTO SALDO DICEMBRE

766

651

974

599

454

454

TABELLA 3. DIFFERENZE SU IMU ALIQUOTE STANDARD

CALVIZZANO

GIUGLIANO

MARANO

MUGNANO

QUALIANO

VILLARICCA

DIFFERENZA SU PRIMA CASA

+134%

0%

+179%

0%

0%

0%

DIFFERENZA SECONDA CASA E ALTRI FABBR.

+20%

+25%

+40%

+18%

0%

0%

DIFFERENZA SU IMU TOT.

+34%

+22%

+57%

+16%

0%

0%

DIFFERENZA SU IMU QUOTA COMUNE

+61%

+39%

+102%

+28%

0%

0%

ha collaborato: Maria Maisto

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