Mancano sempre meno ore a quella che sarà l’ultima volta di Antonio Conte sulla panchina del Napoli. Per il tecnico leccese è stata una settimana atipica, trascorsa tra i campi di allenamento di Castel Volturno e le strade di Napoli per salutare un po’ di amici. Domenica saluterà i tifosi al Maradona, che più volte nel corso delle conferenze stampa ha ringraziato. Molto probabile anche un giro di campo con annesso saluto al tifo caldo, che ha sostenuto la squadra, a detta dell’allenatore, anche nei momenti più complessi. Momenti difficili che non sono mancati in questi due anni, nonostante i successi conseguiti da quello che è lecito ritenere il tecnico più vincente della storia azzurra.
Uno scudetto e una Supercoppa in due stagioni sulla panchina del Napoli, proprio come Albertino Bigon, che aveva però chiuso senza titoli l’annata 1990/91. Come lui soltanto Rafa Benitez, ma con una bilancia che pende nettamente verso Conte: uno scudetto e una Supercoppa contro una Coppa Italia e una Supercoppa.
Eppure non è bastato per arrivare alla conclusione del contratto, perché anche Antonio Conte, come quasi tutti i predecessori dell’era De Laurentiis, è incappato nella maledizione del terzo anno: soltanto Edy Reja, Walter Mazzarri e Maurizio Sarri hanno resistito per oltre un biennio sulla panchina azzurra.
Antonio Conte saluterà dunque Napoli e i napoletani, ma non sarà un addio, anche perchè potrebbe tornarvi presto per ricevere la cittadinanza onoraria, come già preannunciata dal sindaco Gaetano Manfredi. Il legame con la città è forte e non è stato intaccato dagli ultimi avvenimenti. Anzi, se possibile, si è addirittura rafforzato, con un tecnico capace di non sbattere più la porta come fatto più volte in passato e di lasciarsi con il sorriso sulle labbra. Pochi sorrisi e qualche lacrima, invece, nello staff dell’ex Ct e in famiglia, dove la figlia Vittoria, divenuta maggiorenne all’ombra del Vesuvio, non è riuscita a trattenere qualche lacrima. Perché Napoli, si sa, ti resta nel cuore e nella mente.

