‘Io non taccio’: il libro della casa editrice Cento Autori vince il ‘Premio Paolo Borsellino 2015’

La premessa è già nei numeri: 428 giornalisti minacciati nel corso degli ultimi dieci mesi, vale a dire tre ogni due giorni. Accade in Italia. In un Paese che, più in teoria che non in pratica, dovrebbe garantire la libertà d’informazione. Ed allora, quel “Io non taccio”, sparato in copertina, assieme ai nomi degli otto autori e alla fascetta “vincitore del premio Paolo Borsellino 2015”, più che una minaccia appare una promessa.
Una promessa che Federica Angeli, Giuseppe Baldessarro, Paolo Borrometi, Arnaldo Capezzuto, Ester Castano, Marilù Mastrogiovanni, David Oddone e Roberta Polese (unitamente a Giovandomenico Lepore, l’ex Procuratore della Repubblica di Napoli che ha firmato la prefazione all’opera) hanno mantenuto sino in fondo, tratteggiando con chiarezza e lucidità i confini di un’Italia dell’informazione che dà fastidio, come ricorda il sottotitolo del libro.

Un’Italia, che dal più estremo lembo della Sicilia al più settentrionale dei confini della Padania, si scopre sfacciatamente identica nei comportamenti «quando c’è un intruso (sia esso un giornalista, un magistrato o un poliziotto) che vuol mettere il naso e anche la penna in cose che potrebbero danneggiare l’immagine o gli affari del mammasantissima di turno», come ricorda nella prefazione al volume Giovandomenico Lepore. E da sfondo a quel Paese, dove un giorno sì e l’altro pure un giornalista viene osteggiato in mille modi perché prova a fare il suo lavoro, loro, gli otto autori del libro.

Minacciati come Federica Angeli, giornalista del quotidiano “la Repubblica”, che dall’estate del 2013 vive sotto scorta dopo la pubblicazione di una serie di articoli sui rapporti d’affari tra mondo della politica e criminalità organizzata sul litorale laziale. Intimiditi e malmenati come Paolo Borrometi, giovane direttore del webzine “La Spia” di Modica, le cui giornate continuano ad essere scandite dalle minacce dei mafiosi, da una parte, e dalle rassicurazioni dei cinque carabinieri che quotidianamente si alternano nel guardagli le spalle, dall’altra. Questo, solo per ricordare due delle sconcertanti storie degli otto autori del volume.

Un libro che conferma – qualora ve ne fosse stato bisogno – la vocazione di Cento Autori, la casa editrice di Villaricca già balzata agli onori delle cronache nazionali (e internazionali) per la pubblicazione de “il Casalese”, la biografia non autorizzata dell’ex sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino, e di “Francesca e il Cavaliere”, uno spaccato della singolare storia della fidanzata di Silvio Berlusconi. Questo, solo per citare due delle centinaia di titoli che scandiscono il catalogo della giovane, ma già affermata casa editrice presieduta da Pietro Valente. Editore destinato a rappresentare una delle rare eccellenze di quella che – ahinoi! – continua ad essere la periferia del malessere.