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Marano, il Tribunale dichiara incandidabili Matteo Morra e Luigi Carandente

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Il Tribunale di Napoli Nord ha dichiarato incandidabili l’ex sindaco di Marano di Napoli, Matteo Morra, e l’ex vicesindaco Luigi Carandente, nell’ambito del procedimento seguito allo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose.

La decisione arriva al termine di una lunga fase dibattimentale, durata oltre sei mesi, e accoglie la proposta avanzata dal Ministero dell’Interno di applicare nei confronti dei due ex amministratori la misura dell’incandidabilità prevista dalla normativa vigente. A rendere nota per primo la sentenza è stato lo stesso Matteo Morra attraverso i propri canali social, dove ha commentato con amarezza il provvedimento.

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“Dopo mesi di rinvii e nuove sedute il Tribunale di Napoli Nord (Sezione Civile) ha deciso per la mia incandidabilità. È una decisione che mi lascia esterrefatto e con l’amaro in bocca. Nei prossimi giorni, dopo aver letto la sentenza, farò un’analisi più dettagliata per contrastare la falsa narrazione che sicuramente avverrà in questi giorni sui media locali.”

Nel corso del procedimento i magistrati si sono riuniti in più occasioni per esaminare la vicenda, giungendo infine alla decisione di accogliere la richiesta del Viminale. La pronuncia rappresenta uno degli effetti dello scioglimento dell’ente locale disposto per infiltrazioni della criminalità organizzata.

Sul piano amministrativo, tuttavia, la vicenda non è ancora conclusa. Resta infatti pendente davanti al Tribunale Amministrativo Regionale il ricorso presentato contro il decreto di scioglimento del Comune di Marano di Napoli. Sarà il Tar a pronunciarsi sulla legittimità del provvedimento che ha portato al commissariamento dell’ente.

La sentenza è destinata ad alimentare il dibattito politico cittadino. Tra i sostenitori dell’ex amministrazione prevale la delusione, mentre gli avversari politici leggono il pronunciamento del Tribunale come una conferma delle contestazioni mosse dopo lo scioglimento del Consiglio comunale. Anche sui social il confronto si è acceso, con reazioni e commenti contrapposti all’indomani della decisione dei giudici.

L’eventuale percorso giudiziario non è comunque concluso: dopo il deposito delle motivazioni della sentenza, gli interessati potranno valutare le iniziative legali previste dall’ordinamento.

 

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Antonio Mangione
Antonio Mangionehttp://www.internapoli.it
Giornalista pubblicita iscritto dalll'ottobre 2010 all'albo dei Pubblicisti, ho iniziato questo lavoro nel 2008 scrivendo con testate locali come AbbiAbbè e InterNapoli.it. Poi sono stato corrispondente e redattore per 4 anni per il quotidiano Cronache di Napoli dove mi sono occupato di cronaca, attualità e politica fino al 2014. Poi ho collaborato con testate sportive come PerSempreNapoli.it e diverse testate televisive. Dal 2014 sono caporedattore della testata giornalistica InterNapoli.it e collaboro con il quotidiano Il Roma
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