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Giugliano. Le mille vite di Pasquale Scotti, presentato il libro nella biblioteca comunale

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Per oltre trent’anni è stato introvabile. Tra i latitanti più ricercati dagli organi di polizia di tutto il mondo. Un fantasma riapparso a Recife, in Brasile, come tranquillo uomo di affari. Si tratta di Pasquale Scotti, ex padrino della NO, braccio destro di Raffaele Cutolo. Ed è proprio sulla sua incredibile storia che è incentrato il libro “Il camorrista fantasma”, presentato ieri in biblioteca comunale, scritto da Enzo Musella, Gaetano Pragliola, Gianmaria Roberti, Luigi De Stefano. Quest’ultimo è stato il dirigente di polizia che ha arrestato Scotti per la prima volta dopo un tremendo conflitto a fuoco avvenuto nel 1983 a Caivano. Dopo aver ricordato Enzo Musella, giornalista e scrittore scomparso poco tempo fa, De Stefano ha raccontato tutti i momenti della cattura del latitante, allora poco più che ventenne ma già un pezzo grosso nell’ambiente criminale. Sono intervenuti durante la conferenza anche il giornalista Vito Faenza che ha raccontato il clima che si respirava in quegli anni e l’assessore alla legalità Adolfo Grauso che negli anni ’80 per conto della Dia effettuò una serie di indagini su Scotti, che lo portarono a tentare un blitz in Tunisia. “La storia di Pasquale Scotti potrebbe essere la password per accedere a segreti su alcuni misteri italiani, in primis il caso di Roberto Calvi, sulla P2, sul fatto che la camorra fosse in rapporti stretti coi servizi, si veda la trattativa per la liberazione di Ciro Cirillo”, ha affermato Gianmaria Roberti. “Scotti è stato un ltitante atipico senza protezioni eccellenti. Nostro obiettivo è stato inquadrare questo personaggio e farlo conoscere. Come dice il giudice Alemi difficilmente parlerà per paura di un caffè avvelenato”, ha dichiarato invece Gaetano Pragliola. All’incontro, moderato dal giornalista Raffaele Silvestri, ha partecipato anche il segretario provinciale del Pd Venanzio Carpentieri.

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