Chiude oggi la due giorni “Scampia Summer Jam volume 2”. La manifestazione del 9 e 10 luglio, tenutasi in piazza Giovanni Paolo II, presso il Centro Territoriale Mammut, è stata uno spettacolare manifesto della cultura hiphop dedita al lavoro sociale sul territorio. La sinergia di diverse attività creative (dalla pittura al ballo e musica) ha avuto un unico scopo: essere insieme e portare il proprio personale contributo alla collettività.
Scampia Summer Jam è alla seconda edizione ma non vuole essere un evento, un appuntamento annuale, Scampia Summer Jam è una comunità che nasce all’interno del Centro Territoriale Mammut e intende crescere portando avanti il valore della partecipazione attiva dal basso con continuità e senza frontiere. L’intento e lo spirito dell’organizzazione, già di per sé formata da entità diverse singole e di gruppo, risiede nell’utilizzo del movimento hiphop (anch’esso diramato in più discipline) come mezzo per essere artefici della società che desideriamo.
La condivisione non deve essere circoscritta ad una nicchia, bensì raccogliere periferia e centro, esperti ma anche chi si approccia per la prima volta a tale scenario, la cui passione dirompente coinvolge e stimola all’impegno, alla ricerca del miglioramento di sé e del proprio ambiente. Due giornate, in cui oltre allo spazio e tempo per dare vita gratis alle proprie attitudini (dalle sfide di breakdance e di rap, colonne da dipingere, bike polo, alla musica live di tantissimi artisti), ci si è spostati per un after party presso il ristorante italo-rom Chikù ed è stata allestita per il pernottamento un’area camping all’interno del centro sportivo Arci Scampia. Una viva collaborazione anche tra le varie realtà del quartiere, sempre disponibili a mettersi in gioco per la qualità delle azioni. Particolare rilievo ha avuto il messaggio ecologico che l’organizzazione ha voluto lanciare: per esempio sono stati costruiti a mano speciali contenitori per la differenziata e i partecipanti sono stati esortati a “taggare” il proprio bicchiere per poterlo riutilizzare. Anche il sindaco DeMagitris ha supportato con interesse ed è rimasto colpito dall’essenza della jam.
Abbiamo chiacchierato con la coordinatrice dell’area adolescenti e giovani del Mammut, Chiara Ciccarelli, un punto di riferimento che dona anima e corpo alle cause e ai progetti, instancabile e appassionata.
Raccontaci come si è evoluta l’esperienza del Mammut dagli albori ad oggi, quali sono stati i cambiamenti nel quartiere?
Per 10 anni abbiamo vissuto esperienze di volontariato per lo più in campi rom dal ’96/’97, capendo che solo addentrandosi in realtà diverse si possono acquisire punti di vista nuovi, guardando le cose dall’esterno restiamo sempre intrisi della nostra cultura, mentre è fondamentale entrare all’interno per aprirsi. Dal 2007 il Mammut è ha scelto di portare avanti l’educazione come strumento politico-sociale, fondando il lavoro sulla pedagogia attiva, con l’obiettivo di restituire ai bambini la possibilità e la responsabilità di essere artefici del proprio processo di crescita. Per realizzare questa azione è necessario sperimentare il potenziale dei ragazzi fuori dalle mura scolastiche, la didattica deve diventare partecipativa portando i giovani ad incidere sugli spazi pubblici. Chiaramente il lavoro non è solo al fianco dei bambini, abbiamo influenzato la didattica ordinaria organizzando delle formazioni con gli insegnanti. All’inizio è stato molto difficile, ma dopo 9 anni i rapporti si sono consolidati grazie ad alcune maestre coraggiose che dal principio hanno deciso di sposare le nostre idee. Adesso le piazze che fino a qualche anno fa erano il simbolo del degrado sono vive, colorate, c’è un sistema di valori condiviso ben saldo e anche economicamente, nonostante il disastro dovuto ai tagli al welfare, abbiamo avuto il sostegno delle istituzioni vincendo il bando adolescenti del progetto “Con l’arte si parte”, che ha contribuito a finanziare Scampia Summer Jam.
Cosa ha significato per te l’incontro con l’hiphop e in particolare il costituirsi della comunità Scampia Summer Jam?
Sin dai primi passi del Mammut l’hiphop è stato fondamentale, si tratta di una passione comune a tanti ragazzi che hanno frequentato e continuano a vivere il centro territoriale tutt’ora, da grandi. Al di là dei laboratori e corsi in sede organizzati in seguito, il nostro progetto educativo si è basato sul VIAGGIO, sul concetto cioè di de-contestualizzare i giovani, esperienza che genera paura ma anche risorse e stimoli. Questa visione ha tantissimo in comune con l’hiphop che sollecita il rapporto con la strada, il recupero del sociale, il ridisegnare ed interpretare artisticamente gli spazi in un immaginario collettivo, in cerchio. Oltre ad allargare le prospettive, a crescere insieme nella continua ricerca ed azione sul territorio, il valore in particolare di Scampia Summer Jam per me è portare la periferia al centro, l’obiettivo è quello di offrire qualità facendo si che l’immaginario su Scampia diventi accogliente


