Stamattina l’Acer ha dato il via ai lavori di demolizione di un immobile abusivo nel Rione San Francesco, ultimo manufatto irregolare rimasto nell’area. “La villa – spiega il sottotenente Vincenzo Pagano della Unità operativa Tutela edilizia e Patrimonio della Polizia Municipale di Napoli – era appartenuta alla famiglia Botta che fa riferimento al cartello Licciardi-Contini-Mallardo dell’Alleanza di Secondigliano“.
“Simbolo di illegalità”
La villa, evidenziano i dirigenti Acer, era “divenuta nel tempo simbolo di un contesto segnato da radicate dinamiche di illegalità e dalla presenza di interessi riconducibili ad ambienti criminali, è stata oggetto negli anni di un’azione costante da parte delle autorità dello Stato“.
L’immobile, realizzato in totale assenza di titolo edilizio, occupava una superficie di circa 550 metri quadrati di area di sedime ed era configurato come villa a corte, con pertinenze esterne a giardino e ambienti interni caratterizzati da arredi di marcatamente ostentativi. Tra gli oggetti trovati anche un ‘diploma’ di ‘miglior boss del mondo’ affisso ad una parete.
La collaborazione tra le istituzioni
L’intervento si inserisce in un percorso complesso, attuato da Acer Campania con il sostegno del ministero dell’Interno, della Prefettura di Napoli, della Questura di Napoli, della Procura della Repubblica, della Regione Campania e del Comune di Napoli, che hanno garantito, ciascuno per le proprie competenze, le condizioni necessarie per l’esecuzione dell’ordine definitivo di abbattimento e lo svolgimento delle operazioni in sicurezza.
“Questo intervento – dichiara il presidente di Acer Campania David Lebro – è il risultato di un’azione istituzionale concreta e condivisa. La collaborazione tra tutte le istituzioni coinvolte ha reso possibile portare a compimento un procedimento complesso, riaffermando in modo chiaro il principio di legalità e la capacità delle istituzioni di operare insieme per il presidio del territorio“.

