Arresti domiciliari revocati. È quanto deciso dal Tribunale di Napoli Nord, ufficio del Giudice per le indagini preliminari, nei confronti di un 23enne di Sant’Antimo, indagato per il reato di stalking nei confronti dell’ex fidanzata. La misura cautelare degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico era stata eseguita il 4 marzo, in esecuzione di un’ordinanza emessa il 2 marzo nell’ambito di un’indagine per presunti atti persecutori.
L’interrogatorio davanti al Gip
Lunedì mattina si è svolto l’interrogatorio di garanzia davanti al Gip Pia Sordetti. Nel corso dell’udienza la difesa dell’indagato, rappresentata dall’avvocato Daniele Iona, ha chiesto la revoca o la sostituzione della misura cautelare con un provvedimento meno restrittivo. Durante l’interrogatorio l’indagato ha respinto gli addebiti, sostenendo di essere a sua volta vittima di comportamenti ossessivi da parte della persona offesa. A sostegno della propria versione ha inoltre prodotto alcuni messaggi audio che, secondo la difesa, mostrerebbero un atteggiamento aggressivo anche da parte della giovane. Il pubblico ministero ha espresso parere favorevole alla sostituzione della misura cautelare con una meno afflittiva.
La decisione del giudice
Il Gip, pur ritenendo che permangano gravi indizi di colpevolezza e esigenze cautelari, ha ritenuto sufficiente una misura alternativa ai domiciliari. Con ordinanza depositata l’11 marzo, il giudice ha quindi disposto la sostituzione degli arresti domiciliari con il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, con applicazione del dispositivo di controllo elettronico. Il provvedimento impone all’indagato di: non avvicinarsi alla vittima e ai luoghi da lei frequentati, tra cui abitazione, luogo di lavoro e case dei familiari; mantenere una distanza minima di 1000 metri; non comunicare con la persona offesa attraverso alcun mezzo, né direttamente né indirettamente.
L’immediata liberazione
Alla luce della nuova misura cautelare, il giudice ha disposto l’immediata liberazione dell’indagato, se non detenuto per altra causa. Il provvedimento sarà inoltre trasmesso all’autorità di pubblica sicurezza per le determinazioni di competenza e ai servizi socio-assistenziali del territorio, come previsto dalla normativa in materia di tutela delle vittime di atti persecutori. L’indagine resta comunque aperta e saranno necessari ulteriori approfondimenti per chiarire i rapporti tra le parti e la dinamica degli episodi contestati.


