Potrebbe tornare presto in libertà Fausto Frizziero, ras dell’omonima famiglia della zona della Torretta di Chiaia. La Cassazione ha infatti annullato l’ordinanza del Tribunale di Napoli che  rigettava la richiesta difensiva di riconoscimento dell’indulto per due rapine del 1997. Fondamentali si sono rivelati le argomentazioni del difensore di Frizziero, l’avvocato Paolo Gallina. In sintesi il Tribunale riteneva che essendo stato condannato Frizziero nell’ ottobre del 2006 per essere capo e promotore del omonimo clan, non avesse diritto al riconoscimento dell’indulto (legge del maggio del 2006) atteso il divieto operato dall’art. 1 di quella legge che stabilisce la revoca del beneficio ai soggetti che nei successivi 5 anni avrebbero commesso reati non colposi.

Fondamentali le argomentazioni del difensore di Frizziero

In pratica Frizziero veniva arrestato nel 2003 ma la condotta di promozione de clan veniva contestata come “condotta permanente”,  indicazione processuale con cui si sostiene che il clan operi ancora a prescindere dall’arresto dei suoi affiliati. La Cassazione, in alcune pronunce, ha sostenuto che la permanenza della condotta di partecipazione finisce con la sentenza di primo grado, che nel caso del Frizziero essendo stata emessa nell’ottobre del 2006, avveniva dopo la legge dell’indulto, così ritenendo che il detenuto avesse commesso il reato fino a quella data. L’avvocato Gallina ha così censurato il percorso motivazionale dei giudici sostenendo che non ci fossero condotte successive all’arresto del ras di vico Santa Maria della neve in grado di ritenerlo ancora intento a commettere il reato di associazione per delinquere di stampo mafioso. La Cassazione ha accolto così il ricorso della difesa disponendo un nuovo giudizio sul punto che verosimilmente comporterà il riconoscimento dell’indulto è l’ulteriore decurtazione per Frizziero di anni tre di reclusione. Frizziero che ha già scontato 15 anni potrebbe dunque presto tornare in libertà.

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