Maurizio Esposito, classe ’82, era dapprima in carcere a Poggioreale e poi agli arresti domiciliari a Brusciano perché pendeva sul suo capo la richiesta di condanna a 6 anni e 8 mesi di reclusione emessa dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, nell’ambito del processo contro il clan Rega-Piacente di Brusciano, per associazione finalizzata allo spaccio con l’aggravante dell’agevolazione mafiosa.
Esposito, alias ‘o badoglio, difeso di fiducia dall’avvocato Luigi Poziello del Foro di Napoli Nord, era stato condannato solo per un episodio di spaccio ad un anno e tre mesi di reclusione, venendo così assolto dall’associazione a delinquere che gli veniva contestata; gli era stata esclusa l’aggravante mafiosa e gli sono state concesse sia le attenuanti generiche che il vincolo della continuazione, tutti benefici che hanno portato il GIP napoletano ad accogliere la richiesta dell’avvocato Poziello ed a rimetterlo completamente in libertà, senza alcun obbligo. Lo stesso aveva già beneficiato degli arresti domiciliari, ma era stato arrestato in flagranza di reato per evasione e per tale motivo era andato in carcere. Il giudice gli aveva concesso una seconda possibilità, nonostante il cosiddetto “reato nel reato”, per poi scarcerarlo definitivamente.
Ritornato in libertà, dopo pochi mesi viene notificato l’ordine di esecuzione per la carcerazione per una rapina aggravata commessa qualche anno fa; questa volta il magistrato di sorveglianza di Napoli, accogliendo la richiesta dell’avvocato Luigi Poziello, gli ha concesso in via provvisoria la detenzione domiciliare, consentendogli così di espiare la pena definitiva presso il proprio domicilio di Brusciano, nonostante la vecchia condanna per evasione.


