HomeAttualità e SocietàArzano, partita in tempi record la bonifica della galleria della morte

Arzano, partita in tempi record la bonifica della galleria della morte

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Partita in tempi record la bonifica della galleria della morte che nel 1996 decretò la morte di 11 persone. L’operazione che ha messo fine a agli affari della camorra è stata messa in campo dalla cabina di regia del Commissariato Unico per le bonifiche, coordinata dal Generale Giuseppe Vadalà giunto direttamente sul posto lunedì scorso unitamente ai suoi uomini, specialisti a scovare gli eco reati. Sul posto, un apparecchiatura di trito vagliatura per la selezione dei rifiuti, enormi ruspe e un ventina di operai. L’enorme area esterna dove insistevano rifiuti di ogni genere, li sversati da anni, finalmente vengono rimosso sotto gli occhi increduli di cittadini e automobilisti. La bomba ecologica è utilizzata dalla criminalità come discarica e, si disse all’epoca, durante la faida di camorra tra i dilauriani e scissionisti, utilizzata anche come poligono di tiro dagli uomini del clan.

Tra i rifiuti accatastati, si vociferò che potessero essere state celate le vittime della cosiddetta lupara bianca. L’operazione che portò ai sigilli venne effettuata dalla Polizia locale agli ordini del comandante Luigi Maiello prima e Biagio Chiariello dopo, con provvedimento convalidato dell’autorità giudiziaria della Procura di Napoli il 15 ottobre 2019 con l’ipotesi di reato di traffico illeciti di rifiuti. Procedimento archiviato con decreto del 20 dicembre 2023 con il bene restituito al Dirigente della Direzione Generale della Risorse Strumentali della Regione Campania con l’obbligo, però, della bonifica del sito. Cosa mai avvenuta.

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La scoperta della discarica e la successiva segnalazione alla polizia locale avvenne attraverso una serie di inchieste giornalistiche del cronista locale Giuseppe Bianco che, in tutti questi anni non si è fermato nonostante le minacce di morte di febbraio scorso inviategli attraverso un raccomandata fatta recapitare presso la sua abitazione. Inchiesta culminata con una serie di dossier fotografici inviati direttamente al Procuratore di Napoli Nicola Gratteri e al Commissario unico per le Bonifiche nel 2024 e 2025. Nel corso delle operazioni in essere sono stati rinvenuti materiali tessili, guaine bituminose, legno, oli, frigoriferi, lavatrici, pneumatici, amianto, inerti edili, pezzi di ricambi di auto, plastiche, e tanto altro, il tutto a rischio incendio e esplosione così come certificati dall’Arpac nel sopralluogo del 14 gennaio del 2020. I lavori della galleria degli orrori che doveva collegare Arzano a Piscinola, erano stati sospesi il 23 gennaio del 1996 dopo il crollo causato da una fuga di gas che decretò la morte di 11 persone compresa quella di cinque operai. Tra le vittime anche una bimba di 11 anni. L’inchiesta, appena approdata nelle mani della Procura, tenterà di far luce sulle eventuali omissioni, considerato che nell’atto di dissequestro a firma del Pm della Procura della Repubblica di Napoli, vi fosse l’obbligo di risanamento delle aree ai sensi delle leggi in materia ambientale

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