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Ieri Mario Draghi ha tenuto un discorso alla Camera dei Deputati facendo riferimento all’assegno unico. Il Presidente del Consiglio ha chiarito alcune novità: “Grazie all’azione di questo Parlamento, l’assegno unico diventerà lo strumento centrale e onnicomprensivo per il sostegno alle famiglie con figli, in sostituzione delle misure frammentarie fino ad oggi vigenti. È una riforma che rappresenta un cambio di paradigma nelle politiche per la famiglia e a sostegno della natalità. E’ una riforma che rappresenta un cambio di paradigma nelle politiche per la famiglia e a sostegno della natalità. Un piano che guarda alle prossime generazioni deve riconoscere la nostra realtà demografica, siamo uno dei paesi con la più bassa fecondità in Europa, meno di 1,3 figli per ciascuna donna, rispetto alla media europea di 1,6. Per mettere i nostri giovani nella condizione di formare una famiglia dobbiamo rispondere a 3 richieste: un welfare adeguato, una casa e un lavoro sicuro ”.

Contributo da 250 euro per i figli fino a 21 anni, i dettagli sull’assegno unico

Dal 1° luglio partirà l’assegno unico e universale. Il contributo universale per i figli diventa lo strumento unico per il sostegno della natalità e delle famiglie. Con 227 sì, nessun no e 4 astenuti il Senato ha dato l’ultimo via libera praticamente unanime al ddl delega, licenziato quasi un anno fa dalla Camera, che diventa legge.

L’assegno unico prevede l’erogazione fino a 250 euro al mese alle famiglie, con una maggiorazione per le persone con disabilità.  Si tratta, dunque, di un credito d’imposta o assegno mensile per i figli da 0 a 21 anni che andrà a tutte le famiglie. Compresi incapienti e partite Iva. Categorie finora escluse perché gran parte dei sostegni alle famiglie sono legati al contratto di lavoro dipendente o a detrazioni che non si percepiscono con livelli di reddito sotto la no tax area.

L’importo dell’assegno unico, quindi, sarà modulato in base all’Isee e diviso in parti uguali tra i genitori. È prevista una maggiorazione a partire dal secondo figlio. Cos’ come un aumento tra il 30% e il 50% in caso di figli disabili.

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