Oltre 20 milioni di euro in beni sequestrati ai clan della Città Metropolitana di Napoli tra il 2024 e il 2026, decine di indagati e un’intensificazione delle attività di contrasto alla criminalità organizzata. È il bilancio tracciato dal prefetto di Napoli, Michele Di Bari, nel corso di un’audizione davanti alla Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere, presieduta dalla senatrice Chiara Colosimo.
«Tra il 2024 e il 2026 si è proceduto a una serie di sequestri ai danni dei clan della Città Metropolitana di Napoli per oltre venti milioni di beni. Nello stesso periodo vi sono state anche confische e numerose operazioni che hanno coinvolto decine e decine di indagati», ha spiegato il prefetto.
Nel suo intervento, Di Bari ha sottolineato anche l’importanza crescente dei sistemi di videosorveglianza installati dai Comuni del territorio grazie ai finanziamenti messi a disposizione dal Ministero dell’Interno.
«C’è una grande sensibilità da parte degli amministratori locali nel dotarsi di impianti di videosorveglianza. Le risorse stanziate hanno consentito a molti Comuni della Città Metropolitana di Napoli di installare sistemi che si stanno rivelando particolarmente efficaci nelle attività investigative», ha evidenziato il prefetto.
Secondo Di Bari, le telecamere rappresentano oggi uno strumento fondamentale per magistratura e forze dell’ordine, consentendo spesso di individuare i responsabili di reati in tempi molto rapidi.
«Attraverso questi impianti la magistratura riesce a identificare gli autori di diversi reati nell’arco di poche settimane», ha aggiunto.
La videosorveglianza, inoltre, non viene utilizzata soltanto per finalità investigative. Il monitoraggio del territorio ha infatti favorito anche attività di prevenzione, soprattutto in aree particolarmente sensibili come quella della cosiddetta Terra dei Fuochi, da anni al centro dell’attenzione per i fenomeni legati agli sversamenti e ai roghi illegali di rifiuti.
L’audizione si inserisce nell’ambito delle attività di approfondimento della Commissione parlamentare antimafia sui fenomeni criminali che continuano a interessare il territorio campano e sulle strategie adottate per contrastarli.

