Camorra qualianese in stile Gomorra: ‘barbudos’, tatuaggi e picchiatori

Enzo Denza, Francesco Accetta e Cristian Sigillo
Comandavano dal carcere e davano ordini attraverso l’ausilio di microcellulari i fratelli Ciccarelli di Giugliano, ritenuti a capo dell’organizzazione camorristica facente riferimento al clan De Rosa di Qualiano sgominata dai carabinieri. Giovanni e Agostino Ciccarelli dal carcere davano ordini su come controllare il territorio, nello specifico il punto di riferimento era diventato Vincenzo Denza, il quale era in libertà dopo l’arresto insieme ad Accetta, coinvolto anche lui nel blitz stanotte.
In totale sono 16 le persone ritenute responsabili dei reati di associazione di tipo mafioso, estorsione aggravata dal metodo mafioso, detenzione di armi clandestine e spaccio di sostanze stupefacenti.

Camorra qualianese in stile Gomorra

L’indagine, che ha preso avvio in seguito ad alcune denunce di estorsione, è stata condotta, dal settembre 2018 al gennaio 2019, dalla stazione carabinieri di Qualiano e, secondo gli investigatori, ha permesso di dimostrare l’attuale operatività dello storico clan camorristico “De Rosa” che, nonostante veda molti dei suoi esponenti di spicco detenuti, ha continuato ad esercitare il controllo del territorio attraverso nuove “leve” dimostratesi capaci di gestire le attività criminose.
Un gruppo che non esitava a mostrare i muscoli qualora ce ne fosse bisogno, come quando ha picchiato un commerciante straniero che si era ribellato al racket o quando, invece, hanno piazzato bombe contro 3 esercizi del territorio nella stessa sera. Era lo scorso marzo e quella notte fu ribattezzata come la notte delle bombe.  Ma non solo. Gli esponenti del nuovo-vecchio gruppo dei De Rosa si occupava anche di droga, grazie ai collegamenti con le organizzazioni criminali vicine come i Ferrara di Villaricca, i Mallardo di Giugliano e i gruppo di Miano attraverso gli Aporta.
Nel gruppo c’erano anche diversi giovani, i quali avevano preso spunto dal Gomorra Style: barba lunga e tatuaggi come segni distintivi, proprio come quelli del clan Sibillo di Napoli che ha ispirato il personaggio di Sangueblu nella serie Gomorra.

Il fulcro dell’inchiesta

L’indagine, che ha preso avvio a seguito di alcune denunce di estorsione, è stata condotta, dal settembre 2018 al gennaio 2019, dalla stazione carabinieri di Qualiano e ha permesso di dimostrare l’attuale operatività dello storico clan camorristico denominato De Rosa che, nonostante veda molti dei suoi esponenti apicali detenuti, ha continuato ad esercitare il controllo del territorio attraverso nuove “leve” dimostratesi capaci di gestire le attività criminose. Le articolate investigazioni, svolte attraverso attività tecniche e tradizionali, hanno permesso la costruzione di un impianto probatorio che ha, in particolare, dimostrato: la compartecipazione degli indagati al gruppo criminale capace di affermare la propria egemonia mafiosa sul territorio, anche attraverso la repressione violenta dei contrasti interni, la creazione di forme di cooperazione con altre organizzazioni ed il controllo di tutti i traffici illeciti; la commissione di estorsioni ai danni di imprenditori e commercianti della zona, per le quali veniva utilizzata anche violenza fisica nel caso in cui la vittima non avesse inteso pagare; il controllo del traffico di droga e della gestione delle piazze di spaccio sul comune di Qualiano; la caratura delinquenziale e la protervia dell’associazione che aveva nella propria disponibilità armi e ordigni esplosivi, utilizzati per atti intimidatori nei confronti delle vittime di estorsione, oltre che per spedizioni punitive nei confronti di coloro che non intendevano adeguarsi alla nuova reggenza.