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domenica, Aprile 14, 2024
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Sant’Antimo solidale, nasce la ‘Caritas’: pasti offerti alle persone bisognose

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Gioia e sorrisi a Sant’Antimo per l’inaugurazione del progetto ‘Giovani Caritas 3.0‘, tenutasi ieri sera alle 19:30. Sono molte le persone che hanno preso parte all’evento che si è affermato essere frutto di sacrifici e determinazione.

Fondatore e ideatore dell’inizativa è il parroco Monsignore Francesco Campanile, insieme alla parrocchia di Sant’Antimo di piazza della Repubblica. La sede della nuova organizzazione si trova in via Libertà e tra gli ospiti di maggior rilievo c’erano anche Monsignor Angelo Spinillo, don Carmine Schiavone ed il primo cittadino di Sant’Antimo, Aurelio Russo.

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L’intervista a don Francesco Campanile. Perché nasce questo progetto e a cosa punta?

La caritas è una branchia della parrocchia, dove ci si vede impegnati in un percorso di amore e assistenza ai nostri fratelli un po’ più bisognosi. È un momento per avvicinarli, un momento per guardare un po’ le loro esigenze ed i loro bisogni. Questa iniziativa nasce da un percorso di un anno e mezzo, che ci ha visto prima assistere gli sfollati di via Giannangeli e poi subito dopo continuare su questo percorso, chiedendo supporto ai volontari per assistere le famiglie più indigenti della nostra comunità e una buona parte degli immigrati. Abbiamo avuto questa esigenza di creare uno spazio tutto loro, dove venire a consumare un pasto in cui si possa trovare tutta l’accoglienza, l’amore e il calore di una famiglia. Si possono condividere emozioni, ascoltare le loro difficoltà. Questo è un lavoro che grazie ai volontari e alla gente che ci sostiene può andare sempre avanti.

Quali sono i piani del futuro di questa iniziativa?

In futuro pensiamo di continuare sempre su questa strada, almeno quattro volte alla settimana il nostro obiettivo è quello di ospitare i nostri fratelli nei locali parrocchiali per accoglierli e dare loro un po’ di amore.

Durante la presentazione l’attenzione dei cittadini era tutta sulle parole di don Francesco Campanile. Il parroco ha spiegato e raccontato i punti più importanti che ‘Giovani Caritas 3.0’ vuole mettere in risalto ed ha ringraziato tutte le persone che hanno contribuito alla realizzazione del progetto. “Alcuni eventi santantimesi ci hanno messo alla prova, come il crollo di via Giannangeli. Noi insieme all’amministrazione e al sindaco abbiamo cercato di dimostrare calore e vicinanza a quelle famiglie che, di questi tempi, avevano perso tutto. Il nostro percorso è continuato dando un pasto caldo ai nostri fratelli almeno due volte a settimana, grazie anche alle suore che ci hanno dato la possibilità tutte le settimane di preparare qualcosa da loro. Insieme al pasto viene offerto il caldo, l’amore, che noi offriamo ai nostri fratelli. Li ascoltiamo e veniamo incontro alle loro necessità. Cerchiamo di condividere con loro qualche momento della loro vita che, spesso, non è così florea “.

Le parole del sindaco Aurelio Russo

Anche il sindaco Aurelio Russo mette voce in capitolo, elogiando l’organizzazione Caritas e il lavoro che la chiesa svolge sul territorio, offrendo supporto a chi ne ha bisogno.

Io prima mi chiedevo  se ci potesse essere un limite alla solidarietà: evidentemente la risposta è no. La comunità santantimese che negli ultimi anni ha patito una depressione anche economica, deve fare qualcosa quando nasce un’attività di solidarietà così importante come questa. A dire la verità -rivela il primo cittadino di Sant’Antimo- sono anche un po’ invidioso delle attività della chiesa proprio in quest’aspetto, anche perché le risorse non sono infinite. Se la Caritas dovesse farne richiesta, io il 28 vado in consiglio comunale per assegnare dei beni confiscati alla camorra a tale organizzazione. La parte nostra la faremo sicuramente, assegnando uno dei beni confiscati alla Caritas per il bene di tutti. Credo che la città di Sant’Antimo avrà un grande vantaggio da questa iniziativa“.

Quello che ne segue sono tanti applausi. Cittadini santantimesi, extracomunitari, fedeli e curiosi si sono riuniti tutti per un evento importante come questo. Riuniti per cercare di aiutare il prossimo, per offrire un pasto a chi non può permetterselo e cercare di donare, a chi manca, un sorriso. Soprattutto di questi tempi.

A Sant’Antimo, ieri sera, molte persone si sono sentite sollevate, aiutate e prese in considerazione dopo un periodo di tempo passato dietro le quinte. E questa iniziativa, per la città, non può essere altro che un’occasione di riscatto: per tutto e per tutti.

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