Stamattina la Premier Giorgia Meloni è intervenuta al Senato, nelle comunicazioni in vista del Consiglio Ue e sulla crisi in Medio Oriente. “Riguardo all’attuale aumento dei prezzi dei carburanti, il messaggio che voglio dare agli italiani ma anche a chi dovesse pensare di sfruttare questa situazione per arricchirsi sulla pelle dei cittadini e delle imprese è: consiglio prudenza. Perché faremo tutto quello che possiamo per impedire che si speculi sulla crisi compreso se necessario recuperare i proventi della speculazione con una maggiore tassazione delle aziende che ne fossero responsabili“.
“Ci siamo dedicati con la massima attenzione alle possibili ricadute economiche” della crisi in Iran. “Sui carburanti, stiamo valutando anche di attivare il meccanismo delle cosiddette accise mobili nel caso in cui i prezzi aumentassero in modo stabile. Questa attivazione è stata peraltro chiesta anche da parte dell’opposizione”.
‘Nessuna richiesta per le basi Usa’
“Le basi concesse agli Usa dipendendo da accordi che sono sempre stati aggiornati da governi di ogni colore: nel caso in cui dovesse giungere la richiesta spetterebbe sempre al governo” prendere una decisione “ma ribadisco la decisione in quel caso” sarebbe affidata “al Parlamento. Ribadisco anche allo stesso modo che a oggi non è pervenuta alcuna richiesta”, ha detto Meloni.
Guerra in Iran, Meloni: “Crisi complessa”
La crisi in Medio Oriente è “una crisi tra le più complesse degli ultimi decenni che impone di agire con serietà”, ed “è in questo contesto di crisi del sistema internazionale nel quale le minacce diventano sempre più spaventose e si moltiplicano gli interventi unilaterali condotti fuori dal perimetro del diritto internazionale che dobbiamo collocare anche l’intervento americano e israeliano contro il regime iraniano”, ha dichiarato Meloni.
La risoluzione presentata dal Pd
Una risoluzione corposa, suddivisa in sette temi principali e 26 impegni chiesti al governo, è quella presentata dal gruppo del Pd al Senato dopo le comunicazioni della premier Meloni sulla situazione internazionale. Al primo punto e prima di citare le singole situazioni, i Dem chiedono all’esecutivo di “scegliere senza esitazioni e ambiguità, di fronte alle minacce globali e alle sfide continue rappresentate dall’amministrazione americana, l’interesse europeo, all’interno del quale si promuove e realizza il nostro interesse nazionale, collocando l’Italia sulla frontiera più avanzata dell’integrazione contro le spinte disgregatrici, le interferenze esterne e i ripiegamenti nazionalisti”.
La crisi iraniana
Sulla crisi iraniana, l’impegno sollecitato è per “assumere, in ogni sede bilaterale e multilaterale, ogni iniziativa utile e urgente volta a fermare le azioni militari in corso, promuovendo con determinazione un cessate il fuoco immediato e un processo strutturato di de-escalation del conflitto, nel pieno rispetto del diritto internazionale e umanitario”, oltre che a “non autorizzare l’utilizzo delle basi concesse in uso alle forze armate americane presenti sul territorio italiano per attacchi militari contro l’Iran e, comunque, a non fornire alcun tipo di supporto militare a una guerra che viola il diritto internazionale e che la comunità internazionale deve fermare prima che sia troppo tardi”.
Vengono ribadite le richieste sulla Palestina per riconoscerne lo stato in base ai confini del 1967, per fermare “l’occupazione illegale dei territori palestinesi”. Un ‘capitolo’ è dedicato all’Ucraina: oltre a “ribadire la ferma condanna della grave, inammissibile e ingiustificata aggressione russa dell’Ucraina”, si chiede di “continuare a garantire pieno sostegno e solidarietà al popolo e alle istituzioni ucraine”.
Il passaggio sulla Difesa
Un passaggio riguarda la difesa: si chiede in particolare di “collocare l’Italia da protagonista nella costruzione di una vera difesa comune europea e non di un riarmo degli eserciti nazionali privo di coordinamento, esprimendo la chiara volonta` politica di andare avanti nel percorso di realizzazione di un’unione della difesa”. Al governo si chiedono, inoltre, interventi “urgenti” sull’energia “per mettere in sicurezza il Paese rispetto a eventuali shock energetici e inflazionistici, con particolare riferimento alla tutela dei redditi delle famiglie e del loro potere d’acquisto” e per “avviare tempestivamente le procedure per ridurre le accise su benzina e diesel, restituendo a cittadini ed imprese l’extra gettito Iva che lo Stato sta incassando”.


