E’ morto monsignor Raffaele Nogaro. Il vescovo emerito di Caserta aveva 91 anni. L’annuncio del vescovo di Caserta Pietro Lagnese: “Carissimi fratelli e sorelle della Chiesa di Caserta, con profondo dolore vi annuncio che qualche istante fa ha concluso la sua giornata terrena monsignor Raffaele Nogaro. Affidiamo padre Nogaro alla misericordia di Dio e ringraziamo il Signore per averlo donato a tutti noi”.
Caserta piange monsignor Raffaele Nogaro, addio al vescovo che ha sfidato la Camorra
Nato a Gradisca, in provincia di Udine, Nogaro è stato ordinato presbitero nel 1958. Nel 1982 papa Giovanni Paolo II lo nomina vescovo di Sessa Aurunca e nel 1990 approda alla diocesi di Caserta dove si insedia il 16 dicembre e resta fino al 2009, quando lascia la guida della chiesa casertana per sopraggiunti limiti di età. Da vescovo emerito ha comunque deciso di rimanere a vivere all’ombra della Reggia, proseguendo nel suo impegno civico e pastorale sempre al fianco degli ultimi e pronto a scendere in piazza per i diritti della sua gente.
Monsignor Nogaro è stato un vescovo “di frontiera”: ha sfidato la camorra, definendola un male assoluto: “La camorra in Campania impedisce le riforme strutturali, indispensabili per organizzare la speranza del futuro”, scrisse in una lettera aperta. Un impegno a difesa dei deboli, dell’accoglienza stranieri con la naturalezza di chi crede davvero che nessuno sia forestiero sulla terra. Nogaro ha fatto parte della commissione ecclesiale per le migrazioni, organismo della Cei preposto al coordinamento della pastorale migratoria, continuando a operare per l’accoglienza e l’integrazione dei rifugiati.
Ha combattuto per l’ambiente, portando avanti battaglie coraggiose come quella per la bonifica di Lo Uttaro – che lo vide in prima linea – o per la chiusura delle cave dei Monti Tifatini.
La posizione contro il genocidio in Palestina e la battaglia per la canonizzazione di don Peppe Diana
Convinto pacifista, Nogaro si è sempre schierato contro la guerra arrivando a parlare di scomunica per i parlamentari che avevano votato a favore dell’ingresso dell’Italia nel conflitto in Afghanistan. Nel 2000 la Regione Campania gli ha conferito il premio per la Pace e i Diritti Umani assieme a Nelson Mandela e Daisaku Ikeda. Tra le ultime iniziative intraprese per la pace Nogaro è entrato a far parte della rete dei preti contro il Genocidio in Palestina, una posizione differente da quella assunta dallo stesso Vaticano che non ha mai utilizzato la parola ‘genocidio’ per quanto accaduto nella Striscia di Gaza.
E’ stato uno dei più forti sostenitori della canonizzazione di don Peppe Diana, il sacerdote ucciso dalla camorra nel 1994 per aver difeso la dignità del suo popolo, che amava definire “martire della libertà”. “Solo se la chiesa lo proclama “beato-benedetto e bravo”, attribuisce a se stessa la dignità della lotta fino all’ultimo sangue, contro la camorra”, scriveva Nogaro in una sua lettera del 2010.
Una posizione scomoda quella di Nogaro contro la camorra che venne apprezzata dallo stesso don Peppe Diana, al quale era profondamente legato: “Questo vescovo in prima fila con i disoccupati in lotta, con gli extracomunitari, contro la corruzione, rappresenta per noi un modello dal quale attingere entusiasmo e valori”, disse il parroco di Casal di Principe nel corso di una sua omelia rivolgendosi a Nogaro.

