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Choc a Capri, picchia la fidanzata e la minaccia: i carabinieri lo trovano nell’armadio

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È il 19 maggio, è ora di pranzo e la Centrale Operativa della Compagnia Carabinieri di Sorrento segnala ai militari della stazione di Capri un’aggressione in abitazione. Poco prima una 30enne del posto era stata picchiata dal proprio fidanzato. Arrivati sul posto, i carabinieri hanno visto con i propri occhi i segni dell’aggressione appena subita: il volto della donna è gonfio e rosso, mentre in casa ci sono diversi oggetti distrutti. La donna viene trasferita in ospedale. La prognosi, di sette giorni, parla di: “Contusione del volto, del labbro superiore, del collo e del braccio destro a seguito di aggressione. Stato di agitazione”.

Dal racconto della vittima emerge quanto accaduto poco prima. La donna era a letto con il compagno quando sullo smartphone di lui arriva una notifica. La discussione, nata per gelosia, dura poco. L’uomo scatta dal letto e aggredisce la compagna: la blocca e la colpisce con una decina di schiaffi al volto e alla testa. Per alcuni secondi le stringe anche le mani attorno al collo, ma lei riesce a divincolarsi sferrandogli un calcio. Il 31enne, a quel punto, inizia a buttare a terra tutto ciò che trova e strappa una tenda divisoria dei locali. Lei urla e cerca di tenerlo lontano. L’uomo va verso l’uscita e, con un forte calcio alla porta, frantuma il pannello in vetro.

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Dall’esterno si sente poi la voce di lui: “Vieni a vedere cosa sta prendendo fuoco…”. La 30enne esce di casa e vede la propria divisa da lavoro avvolta dalle fiamme. L’ansia aumenta, così decide di rinchiudersi in casa in attesa dei carabinieri. I due stavano insieme da circa due anni, ma da un mese le cose non andavano più bene. Lei voleva lasciarlo e lui alternava momenti di calma a improvvise esplosioni d’ira. Una frase, in particolare, rimbombava nella testa della donna: “In due sull’isola siamo troppi”. I carabinieri si mettono alla ricerca dell’uomo e lo trovano in un noto hotel del posto dove lavora. È in evidente stato di alterazione psicofisica. Il 31enne viene accompagnato in caserma, dove ha una crisi. Il 118, intervenuto sul posto, lo trasferisce in ospedale.

Viene disposto un T.S.O. e il ricovero del 31enne in ospedale con diagnosi di: “Intossicazione da sospetta assunzione di farmaci antipsicotici in dose non terapeutica”, in attesa del trasferimento in una struttura psichiatrica di Napoli. Scatta il codice rosso e l’uomo viene denunciato. Arriva la sera del 20 maggio e il 31enne viene dimesso. I carabinieri avvertono la donna. La vittima lo aveva bloccato su WhatsApp, ma lui non si arrende e le invia un sms: “Tengo cose sul telefono che se voglio ti faccio uscire su tutti i giornali… sbloccami”. La donna non torna a casa e chiama i carabinieri. Nel frattempo l’uomo, licenziato poco prima, la aspetta proprio nell’abitazione della 30enne.

I militari si assicurano che la donna non raggiunga la casa e intervengono nell’appartamento. Il vetro della porta d’ingresso è ancora rotto. I carabinieri entrano: all’apparenza non c’è nessuno, ma le mani che reggono l’anta di un armadio danneggiato tradiscono il 31enne. I carabinieri aprono l’armadio, bloccano l’uomo e lo arrestano.

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