Più passano le ore e più diminuiscono le possibilità di rivedere Maurizio Sarri sulla panchina del Napoli. Nonostante le intenzioni del presidente Aurelio De Laurentiis di riabbracciare il tecnico con cui non si era lasciato bene nel 2018, c’è più di un ostacolo al ritorno del Comandante nel catino di Fuorigrotta.
L’allenatore della Lazio non è del tutto convinto di tornare all’ombra del Vesuvio: troppe sarebbero le aspettative nei suoi confronti. In primo luogo, non sarebbe affatto semplice riproporre quel gioco che aveva fatto innamorare mezza Europa; inoltre c’è il peso di una tifoseria ormai abituata ai successi, dopo i due scudetti conquistati in tre anni con Luciano Spalletti e Antonio Conte.
Insomma, Sarri a Napoli avrebbe forse più da perdere che da guadagnare, diversamente da quanto accadrebbe qualora decidesse di cedere alle lusinghe dell’amico Cristiano Giuntoli, che non vede l’ora di proporgli un contratto triennale con l’Atalanta.
Bergamo sarebbe infatti la piazza ideale per un allenatore che ha bisogno di tempo e pazienza per mettere in pratica i propri schemi, lontano dalle competizioni europee più impegnative — la Dea disputerà la Conference League — e con la possibilità di concentrarsi maggiormente sul campionato. Uno scenario che a Napoli non sarebbe possibile, soprattutto dopo la deludente Champions disputata in questa stagione dagli azzurri.
Aurelio De Laurentiis e Giovanni Manna hanno concesso ancora qualche giorno al tecnico nato a Bagnoli per decidere. In caso di ulteriori tentennamenti, le attenzioni del club vireranno su altri profili.
Massimiliano Allegri piace sia al presidente sia al direttore sportivo, ma è probabile che resti al Milan nella prossima stagione, a meno di clamorosi ribaltoni nell’ultima gara casalinga contro il Cagliari.
Per questo motivo è tornato in auge il nome di Vincenzo Italiano, pallino di ADL fin dai tempi dello Spezia e protagonista di un ottimo percorso anche a Bologna. Difficilmente il tecnico resterebbe indifferente al richiamo di una big di Serie A e di una piazza che ha già imparato a conoscere attraverso i racconti dell’agente Diego Nappi, originario di Marano.
A pochi chilometri da Marano è invece nato e cresciuto Raffaele Palladino. Il tecnico di Mugnano si separerà questo fine settimana dall’Atalanta e in passato era stato inserito nella lista di Giovanni Manna. Su quello stesso pizzino figurava anche il nome di Fabio Grosso, che però, così come l’ex allenatore di Monza e Fiorentina, non sembra essere in cima ai pensieri di Aurelio De Laurentiis per il dopo Conte.

