Ciro Ioime classe 2005 di Secondigliano, figlio dei tiktoker famosi gestori di “giù al palazzo store”, era stato arrestato in flagranza di reato per detenzione abusiva di una pistola e per ricettazione della stessa, mentre era già agli arresti domiciliari per un procedimento penale pendente davanti al Tribunale di Potenza.
Difeso di fiducia dagli avvocati Luigi Poziello ed Anna Savanelli del Foro di Napoli Nord, il giovane è stato interrogato presso il carcere di Poggioreale dal GIP di Napoli, innanzi al quale si è avvalso della facoltà di non rispondere. Ciò nonostante il Giudice gli ha concesso una seconda possibilità, di ritornare agli arresti domiciliari presso la stessa abitazione dove è stato arrestato per il possesso della pistola.
Il fatto
I carabinieri della stazione di Secondigliano hanno arrestato per detenzione illecita di armi il 21enne Ciro Ioime, già ai domiciliari. Effettuato un controllo nell’abitazione del 21enne, i militari hanno trovato una pistola Beretta e 5 proiettili. L’arma è stata sequestrata e sarà sottoposta ad accertamenti balistici per verificare il suo utilizzo in fatti di sangue o altri reati.
Il 21enne arrestato è ora in carcere in attesa di giudizio. Ioime è balzato agli onori delle cronache mesi fa dopo essere scampato a due raid. Il primo ferimento qualche mese fa quando Ioime era insieme a Gennaro Vittoriosi, nipote del boss Gennaro Licciardi, mentre i due erano in auto a Mianella. Nel maggio scorso invece Ioime si era presentato al Cto dopo essere stato accoltellato a una gamba. In quell’occasione aveva raccontato di essere stato aggredito da sconosciuti mentre era in compagnia di due amici al rione Berlingjeri. Una versione che non ha mai convinto del tutto anche in virtù del ‘precedente’ e della situazione di forte tensione nel quartiere dove aggressioni e raid a colpi di coltello stanno diventando sempre più frequenti.
Lo scorso marzo Ioime e Vittoriosi erano in auto a Mianella quando sono stati affiancati da due giovani in sella a una moto. Il passeggero avrebbe estratto la pistola che aveva con sé e, puntando l’arma verso il basso, avrebbe esploso numerosi colpi. Ioime fu colpito a un ginocchio, al gluteo e a una coscia, Vittoriosi a un polpaccio. Le due vittime, entrambe originarie di Secondigliano, furono interrogate dalla polizia e in quell’occasione raccontarono di essere state ferite durante un tentativo di rapina al quale si sarebbero opposte.

