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“Con le buone non cambi le cose”, Napoli scende in piazza contro il carovita

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Un manifesto con i volti di Giorgia Meloni e Anna Maria Bernini è stato bruciato usando dei fumogeni nel corso del corteo a Napoli contro il carovita e il riarmo. La protesta, inserita nel quadro dello sciopero generale proclamato dall’Usb, ha visto come bersaglio anche l’immagine di Mister Monopoly, il noto personaggio del gioco di società, posizionato proprio tra la presidente del Consiglio e la ministra dell’Università.

Sciopero a Napoli contro il carovita e il riarmo, bruciata la foto di Meloni

Diverse migliaia di persone si sono radunate nella zona di piazza Mancini a Napoli, a pochi metri dalla stazione centrale di piazza Garibaldi, dove è partita la manifestazione contro il carovita e la politica del riarmo, che coincide con la sciopero generale indetto dal sindacato di base Usb.

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Presenti studenti universitari e delegazioni provenienti dalle scuole di Napoli. Assieme a loro i lavoratori e anche tante famiglie con figli. Al centro della piazza, sulla statua che raffigura Garibaldi, è stato srotolato e affisso un grosso striscione che recita “con le buone non cambi le cose”.

Massiccia la presenza delle forze dell’ordine per garantire la sicurezza e per scongiurare il pericolo che il corteo possa avere delle deviazioni creando disagi agli snodi cruciali del trasporto pubblico. Su questo fronte al momento non si registrano criticità, per “motivi di ordine pubblico” è stata disposta per circa un’ora la chiusura della stazione Garibaldi della linea 1 della metropolitana che è poi stata riaperta. Alcuni manifestanti hanno bruciano una foto di Meloni.

Offerte sfogliatelle alla polizia: “Non siete voi il problema”

Un gesto distensivo da parte di due giovani manifestanti del corteo di Napoli contro il carovita e la politica del riarmo. I due, un ragazzo e una ragazza, hanno avvicinato alcuni agenti della polizia, schierati in assetto antisommossa davanti all’ingresso dell’Agenzia delle accise, dogane e monopoli (Adm) in via Reggia di Portici, offrendo simbolicamente due vassoi con dentro sfogliatelle, graffe e cornetti. “Non sono loro il problema, non dobbiamo prendercela con le forze dell’ordine: anche loro devono mettere la benzina e fare la spesa”, spiegano i due giovani ai cronisti.

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