Coronavirus. Decreto per sospensione mutui, tasse e bollette: i dettagli

Sospensione dei pagamenti di tasse, cartelle esattoriali e bollette. Ma anche accesso più facile al Fondo di garanzia delle Pmi e un accordo con l’Aassociazione bancaria per mettere in stand by le rate dei mutui. Il governo è deciso a trattare il Coronavirus come una calamità naturale e a mettere in campo, attraverso un nuovo decreto legge, le stesse misure di sostegno economico che si applicano in caso di terremoti e alluvioni.

La task force guidata dal ministro Roberto Gualtieri, dicono fonti del Mef, sta predisponendo un decreto ministeriale per la sospensione dei versamenti e degli adempimenti tributari negli 11 Comuni della «zona rossa», ma la mappa potrebbe essere allargata nei prossimi giorni. Il decreto ministeriale dovrebbe essere emanato nella giornata del 24 febbraio, seguito poi da un decreto con altre misure per le imprese. La sospensione dei pagamenti dovrebbe riguardare sia i tributi erariali che quelli locali, oltre al versamento dei contributi previdenziali.

Coronavirus, “stop tasse cittadini zona rossa”

Tasse sospese per i cittadini della zona rossa. Lo ha annunciato il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri al Tg 1 in merito all’emergenza coronavirus. “Abbiamo varato un decreto ministriale in cui sospendiamo gli adempimenti e i pagamenti dei tributi per i cittadini e le imprese dei comuni della zona rossa” ha spiegato il ministro. Inoltre “stiamo definendo una serie di misure” e in questa cornice abbiamo “già concordato con l’Abi la sospensione dei pagamenti delle rate dei mutui”, “la cassa integrazione per i lavoratori delle aree colpite” e misure “a sostegno della liquidità delle imprese dei settori più colpiti”.

 

Si tratta di “misure che stiamo predisponendo e che verranno definite e modulate nei prossime giorni sulla base dell’evoluzione del quadro complessivo”. E “il Paese ha risorse per affrontare questa sfida” ha aggiunto. “E’ bene che ci sia un clima di unità” ha detto, sottolineando di voler trasmettere “un messaggio di serenità e di fiducia sull’impegno del governo”.

“Ora la priorità è il contenimento” ha proseguito il ministro, aggiungendo che al momento è “prematuro quantificare” l’impatto del virus sull’economia. “Noi – ha detto – abbiamo chiesto al G20 di predisporre misure coordinate a livello europeo e internazionale”.

IL DECRETO – Il Mef rende noto che il ministro Roberto Gualtieri “ha firmato il decreto ministeriale che interviene sugli adempimenti a carico dei contribuenti residenti nelle zone interessate” dal decreto della Presidenza del Consiglio, sulle ‘Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza dal virus Covid-19’. Il decreto, in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, riguarda i versamenti e gli adempimenti scadenti nel periodo compreso fra il 21 febbraio e il 31 marzo 2020.

Con il decreto – si ricorda – vengono sospesi i versamenti delle imposte e delle ritenute e gli adempimenti tributari per i contribuenti e le imprese residenti o che operano negli 11 comuni interessati dalle misure di contenimento del contagio.

I COMUNI INTERESSATI – La sospensione riguarda anche le cartelle di pagamento emesse dagli agenti della riscossione e quelli conseguenti ad accertamenti esecutivi. Gli 11 comuni coinvolti sono Bertonico, Casalpusterlengo, Castelgerundo, Castiglione D’Adda, Codogno, Fombio, Maleo, San Fiorano, Somaglia e Terranova dei Passerini per la Lombardia, mentre in Veneto riguarda il comune di Vo’.

“Gli adempimenti e i versamenti oggetto di sospensione devono essere effettuati in un’unica soluzione entro il mese successivo al termine del periodo di sospensione” ovvero aprile 2020, stabilisce il decreto firmato dal ministro dell’Economia. Nel decreto si specifica anche i sostituti di imposta con sede legale o operativa nel territorio dei comuni interessati “non operano le ritenute alla fonte per il periodo indicato”, ovvero 21 febbraio-31 marzo 2020.

I commercialisti

“La Giunta esecutiva dell’Unione Nazionale Giovani dottori Commercialisti ed Esperti Contabili chiede al Ministero dell’Economia e delle Finanze un provvedimento urgente, che, sospendendo versamenti ed altri obblighi fiscali (compresi gli invii telematici), disponga la remissione in termini per i contribuenti e gli studi professionali interessati dalle misure di quarantena contro il c.d. Coronavirus, rappresentando l’attuale situazione un oggettivo impedimento per cause di forza maggiore, come evidente dalla chiusura di attività pubbliche e private disposte ai fini sanitari per scongiurare il diffondersi del nuovo coronavirus”.

Lo rende noto Deborah Righetti, vicepresidente dell’Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed esperti contabili annunciando che l’Ungdcec si unisce alla richiesta del Cndcec e si schiera a difesa dei colleghi, dei professionisti in genere e delle imprese rivolgendo un appello al MEF affinché, a norma dell’art. 9 dello Statuto dei contribuenti, stante l’evidente impedimento per causa di forza maggiore, assuma in tempi rapidi un provvedimento che disponga la sospensione degli adempimenti fiscali, ivi compresi i versamenti, a favore dei Commercialisti e di tutti i professionisti, nonché di tutti i contribuenti con sede dell’attività oppure la residenza di titolari, soci, amministratori, collaboratori o dipendenti nelle aree interessate dalle misure di quarantena introdotte per contrastare la diffusione del coronavirus.

“Lapalissiani sono l’importanza e l’interesse pubblico di tale provvedimento, che, supportando concretamente colleghi, nonché tutte le categorie professionali ed imprenditoriali, consentirebbe inutili esposizioni a rischio sanitario – ha aggiunto -, evitando le sanzioni per inadempimento o mancato rispetto dei termini normativi”.

L’Ungdcec non limita le proprie richieste ai soli obblighi tributari e di invio telematico, chiedendo, parimenti, di estendere tale deroga per gli stessi motivi, a tutte le attività in genere dei colleghi commercialisti, qualora impossibilitati da oggettivi impedimenti legati alle misure di quarantena localmente adottate.

“Oltre a questo – ha rimarcato la vicepresidente della Giunta esecutiva – stante lo ‘spirito Unione’ che da sempre ci caratterizza, vogliamo schierarci in prima linea nel supporto concreto a tutti quei colleghi che, vista la eccezionalità della situazione, potrebbero trovarsi in difficoltà anche nella gestione ordinaria del proprio studio professionale.

Per questo motivo, intendiamo raccogliere le segnalazioni di criticità degli associati, al fine di poter fornire il più concreto sostegno possibile attraverso la nostra rete di iscritti. A titolo esemplificativo, ci riferiamo a circostanze per le quali l’attività possa risultare pregiudicata per assenza o grave mancanza di dipendenti o di collaboratori ovvero l’attività ordinaria possa venire compromessa dalla limitazione alla circolazione ovvero dall’impossibilità della clientela di adempiere alle richieste necessarie per l’adempimento dell’incarico professionale. A tale scopo verranno fornite, a stretto giro, indicazioni sulle modalità di segnalazione”.

“Si rimette – ha concluso l’esponente dell’Ungdcec – alle Unioni locali e ai coordinamenti regionali la valutazione sulle singole attività convegnistiche ed istituzionali in luoghi interessati da provvedimenti di quarantena e più in generale anche in quelle regioni oggetto di ordinanze di chiusura temporanea di luoghi di aggregazione”.