Alex Pollaro avrebbe deciso di svelare i segreti dei Panzaruttari di Afragola. Il ventottenne sarebbe accusato di appartenere al gruppo camorristico della famiglia Nobile, per la quale avrebbe svolto il ruolo di picchiatore e di “postino delle mesate” per i familiari degli affiliati detenuti.
C’è un episodio particolare riportato indicativo nell’indagine che ha sgominato il gruppo afragolese, risalente al 12 febbraio 2024: quel giorno Antonio “Topolone” Nobile e Pasquale Nobile avrebbero ordinato a Pollaro di picchiare brutalmente l’affiliato Bruno Bottone, reo di non aver nascosto bene la marijuana e il bilancino di precisione, esponendo così Topolone al rischio di arresto. Per la DDA di Napoli, il violento episodio sarebbe stato confermato dall’intercettazione di Francesca Carbone, messaggera del clan dei Panzaruttari: “Comunque Bottone ha avuto mazzate da Alex!… perché non ha tolto niente da mezzo! Cosa gli ha combinato!“.
L’altro pestaggio
Pollaro avrebbe sbattuto la testa di un’altra vittima contro un’auto, provocandogli un trauma cranico e un’emorragia, in un’aggressione che sarebbe avvenuta nella notte tra il 27 e il 28 agosto del 2024 al Parco Sant’Antonio ad Afragola.
Il ventottenne era stato scarcerato qualche giorno prima e poi avrebbe raccontato di aver picchiato un ragazzo, insieme a un complice, per il fatto che li aveva guardati storti: “Gli ho schiattato la testa ad uno sotto il parco… Il ragazzo ci guardava storto e lo sfondammo di mazzate… Uah, con la testa sul piantone della macchina… bungt bangt...”.
Il blitz contro i Panzaruttari di Afragola
Pollaro è finito in manette il mese scorso nel corso del blitz che ha decapitato il gruppo: in quell’occasione è stata eseguita un’ordinanza cautelare nei confronti di 26 persone ritenute gravemente indiziate, a vario titolo, di associazione mafiosa, traffico di droga, estorsioni e detenzione di armi. Le indagini avrebbero documentato un sistema radicato di estorsioni ai danni di commercianti e imprenditori, consumate anche attraverso intimidazioni armate. Parallelamente, il gruppo avrebbe gestito una ricca piazza di spaccio con la vendita al dettaglio di cocaina, hashish e marijuana. Le dichiarazioni di Pollaro potrebbero adesso scoperchiare un nuovo vaso di Pandora nella camorra di Napoli Nord.
Trema la camorra di Afragola, c’è un nuovo pentito nel clan dei ‘panzarottari’


