Disavventura per i fratelli Cannavaro, ‘sequestrati’ in Qatar dopo la sconfitta in finale

Fratelli Cannavaro
Fratelli Cannavaro
Disavventura per i fratelli Cannavaro, ‘sequestrati’ in Qatar dopo la sconfitta in finale.
Fabio Cannavaro, il fratello Paolo e tutto il loro staff italiano bloccati per 12 giorni, lo scorso dicembre, in un albergo del Qatar. E’ stata questa la punizione, secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, del Guangzhou Evergrande per l’eliminazione della squadra cinese (allenata, appunto, dai fratelli Cannavaro) dalla Champions Asiatica. Dopo la sconfitta, infatti, all’allenatore e al suo staff è stato ordinato di restare in albergo.

Inizialmente si pensava che si trattasse di un protocollo di sicurezza legato al Covid
. Secondo la rosea, invece, si è trattato invece di un trattamento punitivo deciso dalla dirigenza nei confronti dei tecnici italiani, per l’eliminazione e forse anche di più per la sconfitta in finale di Superleague con gli arcirivali del Jiangsu Suning. Inoltre, la decisione  potrebbe essere legata anche al nodo del Contratto. Fabio Cannavaro, infatti, nei mesi scorsi aveva dichiarato di volersi confrontare con un club in Europa. Magari, disse, proprio in Serie A, in una big.

Fortunatamente, dopo 12 giorni, grazie all’intervento dell’ambasciata italiana in Qatar, l’ex difensore napoletano e il fratello sono stati ‘liberati’. Entrambi non hanno rilasciato commenti e, come si può evincere anche dalle loro storie Instagram, questa mattina (dopo 48 ore di viaggio), sono tornati in Cina per ridiscutere i termini del proprio accordo con il club.

I fratelli Cannavaro: “Così in Cina hanno sconfitto il virus, ci controllavano fino a casa”[ARTICOLO 16 MARZO 2020]

“Dobbiamo rimanere a casa. La polizia può tornare da noi in qualsiasi momento per misurarci la temperatura e per verificare se ci siamo trasferiti. Se non resti in isolamento, ti espellono. Quando avremo trascorso il periodo di quarantena effettueranno nuove analisi e ci forniranno una sorta di passaporto per poter transitare. Qui sono riusciti a battere il coronavirus, non vogliono essere infettati di nuovo”. Così Fabio , uno dei fratelli Cannavaro, in intervista al Mundo Deportivo. Il capitano della Nazionale campione del mondo 2006 è rientrato in Cina, a Guangzhou (dove allena l’Evergrande), dopo avere trascorso 15 giorni a Dubai. Adesso, assieme al fratello Paolo e al resto della squadra, è in quarantena.

“Tutto adesso è normale. Puoi vedere le persone sulle terrazze, nei ristoranti, senza mascherine – racconta -. Un mese fa non c’era gente in giro. Hanno riso molto dei cinesi, come se il virus fosse solo un problema loro; i cinesi hanno sconfitto l’epidemia, perché hanno seguito le istruzioni delle autorità, l’hanno fatto tutti insieme. Sono rimasti tutti a casa. Questo è ciò che devi fare: restare a casa. E’ l’unico modo per fermare la diffusione del virus. Mia moglie e i miei figli sono a Napoli, anche i miei genitori. Mio padre si arrabbia quando mia sorella gli porta del cibo e lo lascia alla porta, ma è il modo migliore per mostrargli amore, perché il virus è molto pericoloso tra gli anziani, molto, molto pericoloso”.
“In Cina – sottolinea Cannavaro – le persone erano disciplinate, non abbiamo avuto casi di coronavirus in squadra e speriamo di riprendere in campionato a maggio”. “Ho saputo – conclude – che in Italia fanno rivedere le partite del Mondiale 2006 – conclude Cannavaro -. L’ho capisco dal fatto che ricevo continuamente messaggi. Molti bambini hanno scoperto Cannavaro grazie a questo periodo”. (ANSA).